Rozzano: Prenditi il tuo futuro, Alzati e Cammina

Rozzano. Il cuore del Quartiere Aler. Rozzano. Il cuore del Quartiere Aler.

“Àlzati, prendi la tua barella e cammina” (Gv 5, 8). Non sono sono le parole con cui Gesù si rivolge al paralitico della piscina di Betzatà un istante prima di guarirlo, ma è anche un appello rivolto a tutta l’umanità. A rialzarsi dai cumuli di macerie in cui spesso la vita ci trascina. Perché se Gesù è risorto e ha cambiato il mondo, allora anche noi possiamo farlo. Provando a cambiare almeno il nostro destino – come anche raccontato nel suo libro dal nostro amico Nicola Giliberti – e anche quello, in un momento di grande tensione e difficoltà, della nostra città di Rozzano. Dove oltre ai disagi sociali, ai consueti e purtroppo frequenti episodi di violenza, come la sparatoria a pochi metri dall’asilo di via Petunia, si sono improvvisate deprecabili ronde cittadine contro gli stranieri. Tentativi da condannare, come giustamente fatto dal nostro Sindaco, e forse anche fomentate da nuovi improvvidi movimenti politici, ma che nascono da un malessere sociale reale. Da un presente degradato causato non da immigrati ma soprattutto da chi avrebbe dovuto prendersi cura del territorio e della comunità.

Come l’Aler che, nonostante abbia ricevuto e affidato tanto da parte della comunità in termini di edifici, strutture commerciali e spazi pubblici, ha restituito sempre poco come ristrutturazione, manutenzione, servizi, rigenerazione e riqualificazione di aree diventate patrimonio cittadino. E ora, dopo aver incassato per la vendita dei negozi di via Oleandri attualmente in stato di abbondono circa 800 mila euro e proprietaria della maggiore parte degli immobili e degli spazi comuni del quartiere Aler, assiste silenziosamente a un degrado sociale che in parte ha generato. Con la complicità di AMA che, come condiviso nell’ultimo consiglio comunale del 21 maggio e anche confermato dai residenti di via Dei Glicini incontrati in passato, si occupa di fatto, anche se formalmente non lo è e con scarsi risultati, di amministrazione condominiale.

E anche il Comune che, oltre ad essere responsabile del benessere della comunità, è direttamente coinvolto in quanto proprietario della stessa AMA. Enti e istituzioni che, nonostante le tante segnalazioni da parte degli abitanti del quartiere, non riescono a dare dignità e decoro a un quartiere sconcertato e provato ma con un forte desiderio di rinascita e riscatto sociale. Di un futuro più buono e diverso che le ronde, anziché aiutare a costruire, lo allontanano sempre di più.

Per finire la responsabilità è anche in parte di noi semplici cittadini. Perché ogni volta che rinunciamo a impegnarci per il bene comune, a non prenderci cura degli spazi comuni e condivisi, a non rispettare e far rispettare semplici regole di convivenza civile e a rifiutarci di collaborare e cooperare con i nostri amministratori, aggraviamo una situazione sempre più intollerabile. E così non tolleriamo più non i veri responsabili, ma i più vulnerabili. Perché nell’immaginario raccontato da alcuni politici, sono loro i responsabili delle nostre difficoltà. Il capro espiatorio da allontanare dalla comunità. Come faceva l’antico popolo ebraico (Levitico 4,24) pensando così di essere perdonati dai propri peccati.

In tutto questo, la soluzione non è guardare al passato. Perché ciò che renderà Rozzano una città diversa e migliore non sono gli errori di ieri. E neanche i capri espiatori di oggi. Ma i sogni di domani. Come quello che si sta immaginando di costruire con la riqualificazione dell’oratorio Sant’Angelo. Grazie anche ai soldi del decreto Caivano bis. All’impegno dei nostri amministratori e di tanti altri nostri cittadini.

Incontro per la presentazione del progetto di riqualificazione Oratorio Sant'Angelo di Rozzano
Incontro per la presentazione del progetto di riqualificazione dell’Oratorio Sant’Angelo di Rozzano

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