AMA Rozzano: è iniziato il De Profundis?

AMA Rozzano. Foto presa direttamente dalla pagina facebook di Ama Rozzano AMA Rozzano. Foto presa direttamente dalla pagina facebook di Ama Rozzano

“Dal profondo a te grido, o Signore” (Salmo 130) non è solo un salmo cantato nei funerali. E’ anche un salmo che ben rappresenta la situazione di AMA Rozzano che spera sempre di più in un miracolo per uscire fuori da una crisi ormai strutturale. Emersa ancora con maggiore evidenza dopo la notizia del buco di 2,5 milioni dell’ultimo bilancio – nonostante sul sito di AMA ancora il bilancio del 2025 non sia ancora presente – per il quale l’opposizione ha chiesto maggiore chiarezza per una situazione sempre più preoccupante per il futuro della nostra città. Argomenti che sono stati discussi durante l’ultima commissione consiliare dedicata anche ad approfondimenti sul suo ultimo bilancio d’esercizio.

In questo contesto il futuro di AMA è sempre più cupo. Perché ormai AMA sembra incapace non solo di governare il patrimonio pubblico di Rozzano (vedi per esempio il consiglio comunale del 21 maggio 2026), ma di essere anche un ostacolo al suo sviluppo sociale e culturale. Come ha ampiamente dimostrato nella pessima gestione di importanti beni pubblici: il teatro Fellini, la piscina comunale e ben quattro farmacie comunali. Strutture che, per evitare il disastro, sono state riacquistate dal comune – pagando due volte ciò che era nostro – con un costo di 1.500.000 per il Teatro e 800.000 per la piscina. Mentre le farmacie, presidio sociale e sanitario di grande valore per un territorio fragile come Rozzano, vendute a 6.500.000 di euro a un gruppo privato.

E così AMA, incapace di custodire e valorizzare importanti strutture sociali e culturali, per garantire la sua operatività, non può che erogare servizi pubblici affidati dal Comune e Aler. Come l’amministratore condominiale degli alloggi Aler, fatta anche lì con pessimi risultati, la gestione dei servizi ecologici e ambientali, sportivi, culturali, sociali – un germoglio positivo della società – e cimiteriale. Una società con un bilancio che fatica a pagare le spese correnti. Con un deficit, aggiornato al 2024, di circa 1 milione di euro e un debito di circa 7 milioni di euro solo verso Arco e Area sud. Deficit che sembra, come emerso dalle preoccupazioni sollevate dall’opposizione, precipitato a circa 2,5 milioni di euro. Peggiorando sempre di più la situazione.

Tutto questo fa crescere anche la preoccupazione dei dipendenti riguardo al loro futuro. Come espresso oggi in una intervista di un dipendente AMA – preferisce rimanere anonimo – che ha denunciato non solo l’inadeguatezza della dirigenza di far fronte ai problemi, ma anche la durezza con cui gli stessi hanno reagito a critiche interne. Arrivando anche in alcuni casi a sospendere il personale (notizia che non sono riuscito a confermare).

E cresce anche la preoccupazione tra la città. Perché AMA è un bene pubblico, non privato. Un patrimonio da riqualificare e valorizzare. E Rozzano non si può permettere, visto la sua immensa fragilità, di sopportare un fallimento. Ascoltando un De Profundis. E nemmeno, come gli ebrei durante l’esilio in Babilonia, di appendere ai salici, per disperazione, cetre e strumenti musicali (Salmo 137). Con il rischio di rendere la città Babilonia e non Gerusalemme. Perché incapace di intonare canti di speranza in un futuro più buono e diverso. E di cantare con strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia (1Cr 15,16).

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