Rozzano: la protesta inascoltata dei cittadini di Via Dei Glicini

Rozzano: la protesta inascoltata, tra rabbia e delusione, dei cittadini di Via Dei Glicini. Rozzano: la protesta inascoltata, tra rabbia e delusione, dei cittadini di Via Dei Glicini.

L’eco della sparatoria di via Dei Glicini dello scorso anno, gesto di violenza e criminalità da condannare e combattere con fermezza e durezza, continua ancora a risuonare tra la gente di quel quartiere. Perché quello sparo non è stato soltanto un gesto disperato di vili delinquenti, ma simbolicamente, anche se indirettamente, si è trasformato in un urlo lanciato a tutta la città. Un appello a prendersi cura del territorio e ad impegnarsi sempre di più nella riqualificazione urbana e sociale di un pezzo di quartiere che versa ancora, nonostante la fine dei lavori di rifacimento delle facciate, in una situazione di degrado e difficoltà. Dove diversi residenti intervistati ieri, in un misto di rabbia e delusione, sembrano ormai rassegnati a sopportare le conseguenze delle condizioni fatiscenti e di abbandono del parco centrale, ormai recintato da diversi anni e adibito anziché a luogo di socialità e condivisione, come era diversi anni fa, a deposito di materiale da costruzione. E ad alimentare degrado.

Una protesta, che si protrae da parecchio tempo, indirizzata verso i responsabili della cura e della sicurezza del territorio: l’Aler. proprietaria della maggiore parte degli immobili e degli spazi comuni; l’AMA che, come condiviso nell’ultimo consiglio comunale del 21 maggio e anche confermato dai residenti di via Dei Glicini intervistati oggi, si occupa di fatto, anche se formalmente non lo è, di amministrazione condominiale; e infine il Comune che, oltre ad essere responsabile del benessere della comunità, è direttamente coinvolto in quanto proprietario della stessa AMA. Enti e istituzioni che, nonostante le tante segnalazioni da parte degli abitanti del quartiere, non riescono a dare dignità e decoro a un quartiere che, percepito chiaramente dopo aver ascoltato e parlato ieri con tanti residenti, ha tanta voglia di rinascita e riscatto sociale e culturale. Di un futuro più buono e diverso che quel parco sicuramente non aiuta ad immaginare e pensare.

Perché non solo impedisce alla gente di incontrarsi, ascoltarsi e relazionarsi, ostacolando la costruzione di una identità comune e condivisa, ma anche favorisce la proliferazione di topi, ormai piaga dell’intero quartiere Aler, e vari insetti. Tutto in un contesto reso pericoloso dai rami degli alberi che, per le mancate potature, specialmente durante forti temporali come quelli della scorsa settimana, arrivano quasi a lambire finestre e balconi dei condomini dei primi piani. E a suscitare tra i residenti paura e preoccupazione.

Rozzano: alberi di via dei Glicini all'interno del cortile non curato lambiscono i primi piani dei palazzi.
Rozzano: alberi di via dei Glicini che con i loro rami lambiscono i primi piani dei palazzi.

E come se non bastasse, la zona pedonale della via Dei Glicini viene spesso attraversata, mettendo a rischio l’incolumità dei residenti, da autovetture non autorizzate che entrano dal cancello, rotto ormai da circa tre anni, posto tra via Roma e l’ingresso al quartiere. Per il quale i residenti ormai non hanno più parole per denunciare tale disagio che permette anche l’ingresso di sbandati e delinquenti. Situazione spiacevole che non è solo questione di scarsa manutenzione e pessima amministrazione ma anche di una cultura politica incapace di comprendere e trasmettere a tutti i livelli, a partire proprio dai dirigenti AMA, come il futuro di Rozzano è strettamente legato alla qualità di vita della zona popolare Aler. Incapaci di pensare che quel seme gettato nel terreno, che è proprio il regno di Dio (Mc 4,26), è anche quel cancello da sistemare.

Rozzano: cancello rotto di via dei Glicini
Rozzano: cancello di via dei Glicini. Rotto ormai da circa tre anni.

Tutto questo stride ancora di più perché con il decreto Caivano bis, con i suoi 22 milioni di euro di finanziamento volti a riqualificare e rigenerare i quartieri difficili di Rozzano, queste situazioni almeno dovrebbero essere sistemate. Invece fino ad ora si è solo speso. Come gli 800 mila euro utilizzati per riqualificare l’area dei negozi di via Oleandri attualmente in stato di abbondono – si tratta di circa 600 mq di negozi in condizioni fatiscenti – acquistandola proprio dall’ALER. Soldi che l’Aler anziché redistribuire sul territorio ha forse usato per ripianare i suoi tanti debiti.

Auspicando che il Sindaco e l’intera giunta comunale, dopo aver ascoltato questa manifestazione di amarezza e delusione dei residenti di via Dei Glicini per una situazione insostenibile, si adoperino il più celermente possibile per dare una risposta concreta e doverosa a un disagio ormai diventato degrado. E permettere così alla città non solo di riqualificarsi socialmente ma anche di recuperare un po’ di fiducia – visto la bassissima affluenza alle urne (49%) dell’elezioni comunali dell’anno scorso – verso le istituzioni e la politica in generale.

Questione importante perché senza fiducia non ci sarà mai partecipazione e senso di responsabilità. E senza responsabilità condivisa non ci sarà mai un futuro diverso e migliore. E solo allora, come gli ebrei al ritorno dall’esilio, si potranno ricostruire le mura e anche i parchi di Rozzano (Ne 2,38). E ritrovarsi come un solo uomo nella nuova piazza della città (Ne 8). Per raccontarsi e riconoscersi come vera comunità. Sempre se la nuova piazza verrà completata. Ma questo è un altro discorso.

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