La Bibbia, oltre ad essere un grande patrimonio religioso e spirituale, è anche un grande tesoro umano e sociale capace di offrire, dopo anche tanti secoli trascorsi, direzioni e sguardi nuovi per costruire città più inclusive ed accoglienti. E per realizzare politiche non solo efficaci e rigenerative per la società ma anche rispettose del principio di laicità. Come avvenuto, e ci sono tanti esempi nella Bibbia, nella riparazione del tempio di Gerusalemme voluta dal re Ioas (2Re 12) che raggiunse l’obiettivo prefissato solo dopo aver reso protagonisti i lavoratori nella co-programmazione e nella co-progettazione dei lavori. Perché non c’è fioritura sociale, e Dio naturalmente l’ha capito prima di noi e ce l’ha ampiamente mostrato con la sua discesa su questa terra, senza una partecipazione comunitaria alla costruzione del proprio destino. E ciò significa, allargando il ragionamento al progetto Caivano Bis che prevede uno stanziamento di 22 milioni di euro per la rigenerazione sociale di Rozzano, co-immaginare e co-costruire insieme a tutte le realtà del territorio il futuro della città.
Approccio non pienamente seguito – anche in parte per i tempi stretti, che in realtà così stretti alla fine non sono stati – nella stesura dei progetti da realizzare scelti, come condiviso dal sindaco nel consiglio comunale del 29 settembre, da un listone di proposte che ammontavano a una spesa di circa 70 milioni. Progetti di ampio respiro che, seppur provenienti in parte dal territorio, non sono frutto di un esercizio condiviso di incontro ed ascolto. E nemmeno la sintesi di un lavoro di discernimento comunitario allargato alle realtà di Rozzano – sociali, culturali, educative, religiose e sportive – e orientato alla individuazione di poche e importanti priorità ritenute la risposta comune ai bisogni e ai desideri della città. Ma sono solo una raccolta di desideri individuali arrivati da diversi attori della nostra comunità.
E senza bi-sogni e desideri comuni, che generano anche relazioni e amicizie tra i partecipanti, si rischia di non favorire oltre al senso di appartenenza e d’identità collettiva entrambi alla base della partecipazione civile, anche la fiducia e la solidarietà sociale. Perché, se è bello avere costruito nel proprio quartiere un nuovo impianto sportivo, è molto più affascinante e potenzialmente rigenerativo accoglierlo come dono condiviso magari anche da chi abitando in altri quartieri lo ha ritenuto più importante per il bene comune. E se quel dono è stato, insieme ad altri, fortemente desiderato, potrà favorire in chi lo riceverà atteggiamenti di reciprocità sociale e relazionale.
Tutto questo, anche se non sperimentato nel progetto Caivano Bis, che a Rozzano è stato declinato come Modello Rozzano, può comunque apportare grandi benefici sociali ed economici, visto le tante proposte pur non approvate dalla comunità, ma dall’equipe del commissario governativo. Proposte suddivise, come riportate nel sito del Ministero, in tre macro aree: interventi infrastrutturali, di riqualificazione sociale e ambientale e ulteriori progetti ed interventi.
Tra gli interventi infrastrutturali spiccano: rigenerazione dei luoghi pubblici e di riaggregazione tramite la riqualificazione del centro cittadino già iniziato con i fondi del PNRR; completamento del progetto di rigenerazione urbana del centro cittadino (via Mimose e Bucaneve); un impianto di video sorveglianza cittadino di 400 videocamere, che pone gravi problemi per la privacy dei cittadini; riqualificazione dell’impianto sportivo di via Franchi Maggi e del palazzetto dello sport cittadino; completamento dell’impianto sportivo in via Vesuvio e Monte Amiata; rigenerazione della via Oleandri con demolizione dell’edificio commerciale in disuso per l’inserimento di servizi socio culturali.
Per quanto riguarda invece gli interventi di riqualificazione sociale e ambientale: riqualificazione degli oratori di Sant’Angelo, Sant’Ambrogio, Santa Chiara e San Francesco e San Fermo; riqualificazione della Parrocchia Sant’Angelo; riqualificazione del parco sportivo di Pontesesto e Quinto Stampi; riqualificazione del parco giochi di via F. Maggi e via martiri di Beslan e del CFP di Via Oleandri.
Tra i progetti ulteriori, prevalentemente a sfondo educativo e culturale, abbiamo: rigenerazione del centro nel quartiere di Valleambrosia e Quinto Stampi; riqualificazione del centro di aggregazione per anziani Sandro Pertini a di quello di Quinto; valorizzazione delle palestre scolastiche di via Lambro, via Orchidee, via Mincio, via Garofani, via Alberelle e via Perseghetto; riqualificazione degli edifici scolastici della scuola di Via Garofani, di Via Curiel, via Mincio, via Orchidee, via Lillà, via Alberelle e Italo Calvino; rigenerazione dei centri urbani di quartiere, del teatro Fellini e della piscina di viale Perseghetto; riqualificazione strutture sociosanitarie di viale Togliatti e Via Glicini; riqualificazione delle portinerie dismesse nel quartiere Aler e delle relative cantine; diverse riqualificazione con efficientamento energetico di diversi edifici di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Aler.
Progetti che se realizzati pienamente e se anche in grado poi di renderne la gestione sostenibile nel tempo, nonostante non ci sia stata una partecipazione corale alla loro individuazione – aspetto che può portare anche a risentimenti per chi si è visto rifiutare proposte pensate o invidie verso quelle realtà che hanno ottenuto molto rispetto ad altre – potrà riqualificare non solo il volto di Rozzano, ma anche avviare la città lungo un percorso virtuoso di prosperità e benessere sociali più diffuso e comune. A patto che, ove possibile, visto la centralizzazione dei progetti nelle mani del Ministero, che ne gestisce pure il budget con la collaborazione dell’ufficio tecnico comunale, delle società INVITALIA S.p.A. e della società Sport e Salute S.p.A, vengano coinvolti il più possibile in tutte le sue rappresentanze la cittadinanza di Rozzano.
E si può già iniziare convocando una assemblea, aperta a tutta la cittadinanza e a tutte le associazioni del territorio, in cui condividere quanto pensato e progettato per il futuro di Rozzano. Tutto consultabile, come già detto, sul sito del ministero.
Carissimo Stefano, ho letto attentamente il tuo blog,e come unico appunto esprimo le mie perplessità sul fatto che non hanno previsto na caserma dei carabinieri che possa ospitare almeno un centinaio di agenti che possano controllare il territorio oramai in balia di balordi provenienti non solo da Rozzano ma anche dalle periferie limitrofe. Se non si farà qualche drastico intervento prevedo che la nostra città sarà protagonista in negativo su tutti i giornali.
Come sono d’accordo!!!!