Rozzano: Consiglio Comunale del 31 marzo 2026

Rozzano: Consiglio Comunale del 31 marzo 2026 Rozzano: Consiglio Comunale del 31 marzo 2026

La politica è impegno e passione al servizio della comunità. Da svolgere con senso di responsabilità e con uno spirito orientato sempre alla ricerca del bene comune. Nel pieno rispetto non solo delle diversità di opinioni politiche ma anche e soprattutto delle persone e della loro dignità. Come purtroppo non è avvenuto tra esponenti delle nostre istituzioni comunali in una circostanza emersa pubblicamente durante il consiglio comunale del 31 marzo 2026. – dopo un doveroso minuto di silenzio per la scomparsa di Umberto Bossi, padre fondatore della Lega Nord – nelle comunicazioni iniziali del consigliere Giuseppe Foglia e dall’Assessore Anselmo

Interventi in cui il consigliere Foglia ha accusato l’Assessore Anselmo di averlo insultato pesantemente quattro giorni prima durante gli incontri di quartiere presso l’oratorio di Cassino. Dove, dopo aver chiesto se avessero avuto seguito alcune questioni legate al territorio, è stato insultato ed offeso, più di una volta, con il seguente epiteto: “Tu hai bisogno di essere curato dal centro di salute mentale che si trova in fondo in via Europa“. Accusa, come riportato sempre dal consigliere, di “infima bassezza ed estrema volgarità per un uomo che rappresenta il governo di Rozzano”, per il quale forse provvederà a procedere per diffamazione. Dall’altro lato la difesa dell’Assessore che, provvisto di verbale generato da un sistema di registrazione fornito direttamente dai suoi occhiali, ha sostenuto di aver perso la pazienza perché apostrofato più volte come “ignobile e manipolatore“.

E, ripetendo più volte che la registrazione in suo possesso gli avrebbe dato ragione, si è concluso un triste e squallido prologo oggi forse abilmente evocato, almeno è stata la mia sensazione e mi scuso in anticipo se sbaglio, da Don Luigi a fine omelia, quando ha invitato tutti in modo caloroso e visibilmente infiammato a un “linguaggio educato alla pace, costruttivo e non distruttivo”. Perché la pace non è solo assenza di guerra. Ma impegno quotidiano volto a costruire relazioni, nonostante diversità di opinioni e sensibilità, di rispetto e fiducia reciproci.

Rispetto quasi mancato nei confronti della Presidente del Consiglio Rosa Di Vaia anche da parte del consigliere Leo Missi che ha continuato a tenure alto il tono delle tensione manifestando nel suo intervento “disagio e preoccupazione per lo stato di salute del consiglio comunale e dei suoi organi. A causa di un fermo di tre mesi istituzionale che ha azzerato il confronto e la funzione di controllo e presidio politico e istituzionale del consiglio e delle commissioni. Responsabilità da imputare al Presidente del Consiglio Comunale, Rosa Di Vaia, perché, sempre sostenuto da Leo Missi, non ha verificato – come da regolamento – il corretto funzionamento e comportamento delle stesse istituzioni. Anche se, lo stesso Missi, alla fine ha aggiunto che la sua non “è una critica ma un invito a difendere il mandato elettorale che richiede partecipazione, responsabilità e capacità di incidere“.

E così, dopo un inizio di denunce e forti contrasti, è iniziata la discussione sul primo ordine del giorno: l’interrogazione da parte del consigliere Bersi in merito alla nomina del comandante della polizia locale. Incarico di responsabilità apicale assegnato a una persona non dirigente per la quale il consigliere Bersi oltre a chiedere chiarimenti sui criteri utilizzati, ha anche chiesto informazioni sui requisiti posseduti dal nuovo comandante. Informazioni forniti dall’Assessore di competenza Anselmo che oltre a confermare il pieno rispetto delle normative in atto, ha evidenziato che in realtà si tratta di una conferma di fatto nei confronti di una persona con “una forte esperienza maturata e buona conoscenza del territorio e delle dinamiche locali“. Una scelta che si inserisce nella strategia della giunta comunale che prevede la nomina di un futuro dirigente con incarichi “gestionali, amministrativi e strategici, da affiancare alle funzioni organizzativi tipiche del comandante di polizia locale“.

Conclusa tale interrogazione, si è passati alla prima mozione della giornata riguardo all’istituzione di una “anagrafe cittadina degli anziani soli”. Misura sostenuta dal consigliere Agostino Gagliardi di Forza Italia e dall’Assessore al Welfare Belinda Zannino perché “strumento concreto per conoscere una faglia fragile della nostra comunità e per programmare meglio i servizi di assistenza sociali e ridurre i rischi di salute.” Una iniziativa di buon senso che, come condiviso dal consigliere Agostino Gagliardi di Forza Italia non è stata stranamente sottoscritta, anche se poi è stata votata, da un capogruppo della maggioranza. Situazione che non solo ha amareggiato e deluso il consigliere, ma ha fatto trapelare, forse per la prima volta, probabili tensioni e divisioni all’interno dello stesso gruppo di maggioranza. Qualcosa scricchiola.

Maggioranza che ritrova subito compattezza nella prossima mozione, presentata dal consigliere Foglia, “inerente la verifica e il controllo che i lavoratori delle ditte in appalto percepiscano il salario minimo”. Una mozione di giustizia sociale volta a creare condizioni di lavoro salariali dignitose non solo per le aziende vincitrici delle gare di appalto ma anche per tutta quella catena di subappalto spesso causa di insicurezza sociale e fisica per gli stessi lavoratori. Un impegno a cui l’amministrazione dovrebbe farsi carico non solo formalizzandone il principio all’interno dei contratti ma anche in una serie di controlli volti a verificarne il rispetto. Iniziativa che, nonostante sia stata ritenuta lodevole e sensata anche dal Sindaco, non è stata approvata dalla maggioranza perché la legge attuale che disciplina gli appalti, 36/2023, già include tali esigenze. In realtà non è così: infatti diversi comuni hanno adottato delibere per introdurre il salario minimo di 9 euro l’ora negli appalti pubblici, sfruttando le pieghe del nuovo D.Lgs. 36/2023. Tra questi, Firenze e Napoli. Si può fare sempre di più.

Situazione analoga in un’altra mozione presentata dal consigliere Bersi per la tutela della salute pubblica e il monitoraggio dei dei campi elettromagnetici. Nella quale si è invitato il Sindaco, visto la sua responsabilità nella tutela del diritto alla salute espresso dall’articolo 32 della costituzione, al fine di garantire il rispetto dei limiti di legge, a un maggiore impegno nel monitoraggio e nel controllo dei campi elettromagnetici (alte e basse frequenze). Mozione rifiutata perché tema di competenza dell’agenzia regionale ARPA ma accolta nella richiesta di misure puntuali e di una mappa aggiornata degli impianti di telefonia mobile presenti a Rozzano”. Si è potuto fare di più grazie al consigliere Bersi. A cui va il grazie di tutta la comunità dato che, all’interno di Rozzano, ma anche in altri comuni, si riscontrano patologie che oltre a preoccupare richiedono costante ed elevata attenzione.

Dopo questa serie di mozioni, si è discusso di tematiche di carattere nazionali. Tra le quali merita di essere condivisa quella presentata dalla consigliera Mariella Repaci sul “disegno di legge stupri che prevede la modifica dell’art. 609 bis del codice penale. Iniziativa che mirava a richiedere l’impegno del Sindaco e della Presidenza del consiglio ad attivarsi per esprimere la propria contrarietà riguardo a una legge, approvata per ora sola alla camera, che rappresenta “un arretramento culturale e giuridico rispetto alle sentenze della giurisdizione attuale” e alla convenzione di Istambul dove viene definita la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani e messo al centro il consenso come “libera manifestazione della volontà, valutata nel contesto specifico”. Mozione non approvata perché, come espresso dall’Assessore Galeone, nonostante la condivisione degli obiettivi di tutela del consenso femminile, la scelta di assumere in consiglio comunale una posizione contro una legislazione si pone al di fuori delle competenze dell’istituzione”.

Così è terminato un consiglio comunale che, nonostante abbia affrontato tematiche importanti, come quella della tutela della salute pubblica, non è riuscito a scaldare e infiammare i cuori perché, tralasciando di discutere di programmi di medio e lungo termine – e con il decreto Caivano Bis ce ne sono e come – non è stato capace di trasmettere speranza e fiducia in un futuro di Rozzano più buono e migliore. Anche se il cuore si è scaldato, almeno il mio, quando la giovane consigliera Camilla Peluso, consapevole della poco efficacia di misure punitive e penali contro le violenze sessuali ha richiamato con passione travolgente la giunta e il consiglio comunale a un maggiore e rinnovato impegno culturale ed educativo nei riguardi dei nostri giovani partendo direttamente dalle scuole. Dove attualmente, per svariati motivi, si sta facendo veramente poco.

Grazie Camilla.

PS: Ricordo il link per vedere la registrazione del consiglio comunale: https://rozzano.consiglicloud.it/meetings/bUVod092ekNXeFU9.


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