Mentre si avvicina il 20 gennaio 2026, giorno in cui verranno selezionati i dieci progetti finalisti per il titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2028”, Rozzano, dopo la presentazione del suo dossier – con oltre 100 idee provenienti dalla società civile – continua a sperare se non di vincere ma almeno di rientrare nelle prime dieci classificate. E a non rassegnarsi, come fece il popolo Santo durante la deportazione in Babilonia (Sal 137, 2), di appendere ai salici delle sue difficoltà le cetre della speranza in un futuro più buono e migliore. Perché Rozzano, anche se non ha siti Patrimoni dell’Unesco come diverse città partecipanti alla candidatura Capitale della cultura italiana 2028 – rappresentate nella tabella sotto con i relativi dossier giudicati dall’intelligenza artificiale – non cerca una vittoria come riconoscimento e conferma di un patrimonio storico culturale non paragonabile a tante altre città rivali, ma un’opportunità per una rinascita comunitaria. Una possibilità per scrivere, nonostante tante situazioni difficile, le pagine più belle della sua storia. E così sognare.
Anche perché, come specificato nel sito del ministero della cultura, la città vincitrice non è quella che esibirà più bellezza e cultura ma quella che riuscirà a prospettare e declinare meglio “la cultura come leva di partecipazione civica, sviluppo e innovazione”. A condividere, all’interno di un progetto finanziario sostenibile e credibile presente all’interno di un dossier, una visione della cultura capace di trasformare e rigenerare il tessuto sociale-economico di una comunità. A fare della cultura un mezzo per favorire la creazione di un’identità comune e condivisa. Perché senza condivisione e senso di appartenenza non ci sarà mai partecipazione e responsabilità collettiva.
Tutto questo nel dossier di Rozzano c’è. Anche grazie a un programma aperto alla collaborazione con realtà sociali e culturali di grande spessore e fama anche internazionale – Humanitas, l’Accademia Teatro alla Scala, Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”, Arnoldo Alberto Mondadori, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Fonderia d’arte De Andreis, IULM, Regione Lombardia e Aler – e grazie anche ai fondi del decreto Caivano Bis che sosterranno la rinascita sociale finanziando opere di riqualificazione e rigenerazioni di diverse strutture della città, ha la possibilità, forse unica nella sua storia, di rilanciarsi protagonista in un racconto diverso e migliore. E dissipare così le nubi oscure alimentate da narrazioni incapaci di valorizzare il desiderio di bene di tanta gente della città.
In tale contesto, la giuria – attualmente a lavoro per scegliere le prime dieci classificate che saranno convocate successivamente per un’audizione pubblica prima della scelta definitiva – non potrà non giudicare positivamente il messaggio di speranza e di riscatto sociale che una candidatura come Rozzano potrà trasmettere oltre ai suoi cittadini anche a tante città e quartieri d’Italia che come tanti Giobbe (Gb), seduti su mucchi di spazzatura, sono in attesa di una mano tesa per rialzarsi ed essere accompagnati verso nuovi orizzonti più giusti ed inclusivi. E proprio per questo Rozzano, con il suo dossier, ha alzato al cielo non solo le mani ma anche lo sguardo, sperando di trovare nella giuria una mano da stringere e degli occhi in grado di rassicurare e trasmettere fiducia.
E ce la può fare. Perché quello che conta in questi casi, non sono i talenti che ogni città ha in possesso, ma la capacità di investirli in capitale umano e sociale per ottenere dividendi sociali che ci saranno già, in termine di ritorno di immagine, se si riuscirà ad arrivare alle audizioni di fine marzo.
E sarà così un anno davvero speciale. Buon anno Rozzano.
Capitale italiana della Cultura 2028: ecco le candidate
| Città | Slogan | Sito Ufficiale / Dossier | Voto attribuito dall’Intelligenza artificiale – Gemini |
| Anagni (FR) | Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce | https://www.archeoclubitalia.org/presentazione-progetto-anagni-candidatura-citta-capitale-della-cultura-2028/ | 6,5: molto legata alla storia antica. Rischia di essere troppo retrospettiva se non bilanciata con l’innovazione. |
| Ancona | Ancona. Questo adesso | https://ancona2028.it/ | 9.5: slogan contemporaneo, sito strutturato e forte vocazione adriatica. Punta sulla cultura come risposta alle sfide del presente |
| Bacoli (NA) | Il futuro parte da una scossa | https://comune.bacoli.na.it/wp-content/uploads/2025/10/DOSSIER-CANDIDATURA.pdf | 8.5: eccellente capacità di narrazione. Punta sulla rigenerazione di un territorio flegreo unico. |
| Benevento | Attraversare l’invisibile | https://www.fondazionecomunitabenevento.it/capitale-cultura-2028/ | 8: poetico e profondo. Sfrutta l’identità longobarda (UNESCO) per esplorare nuove dimensioni di sviluppo. |
| Catania | Catania continua | https://www.cataniacontinua2028.it/ | 9: slogan dinamico che suggerisce resilienza. Il supporto UNESCO e una piattaforma dedicata indicano una candidatura solida e ambiziosa. |
| Colle di Val d’Elsa (SI) | Colle28. Per tutti, dappertutto | https://colle28.it/ | 7,5: molto forte sulla partecipazione civica e l’inclusione (“per tutti”). Chiara visione sociale. |
| Fiesole (FI) | Dialoghi tra terra e cielo | https://www.comune.fiesole.fi.it/sites/default/files/documenti/2025-09/Dossier-Fiesole%20Toscana%202028.pdf | 8: dossier solido e focus sulla sostenibilità paesaggistica. Perfetto per un modello di cultura “lenta”. Il progetto supera l’immagine di Fiesole come semplice “sobborgo d’élite” di Firenze. |
| Forlì/Cesena | I sentieri della bellezza | https://forlicesena2028.it/ | 8.5: proposta territoriale forte che unisce due centri. La bellezza non è solo estetica ma intesa come benessere civico. |
| Galatina (LE) | Il sogno dei luoghi | https://galatina2028.it/ | 6,5: suggestivo, tipico salentino. Bisogna capire quanto si discosti dal modello turistico tradizionale. |
| Gioia Tauro (RC) | La cultura è Gioia | Non disponibile | 7: forse la più coraggiosa e “politica” di questa edizione. Si fonda sul paradosso di un nome che evoca felicità (Gioia) in un territorio spesso associato nell’immaginario collettivo solo alla cronaca nera o alla rigidità industriale del porto. |
| Gravina Di Puglia (BA) | Radici al futuro | https://gravina2028.it/ | 7: l’UNESCO garantisce solidità, lo slogan è un classico che però funziona sempre per la rigenerazione urbana. |
| Massa | La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia | https://www.comune.massa.ms.it/novita/presentata-ufficialmente-la-candidatura-di-massa-capitale-della-cultura-2028 | 6,5: si gioca su una contrapposizione geografica e materica molto forte: il bianco del marmo delle Alpi Apuane e il blu del Mar Tirreno. È una proposta che punta sull’identità di un territorio “di confine” tra mare e montagna. |
| Mirabella Eclano (AV) | L’Appia dei popoli | Non disponibile | 7,5: è una delle più interessanti dal punto di vista dell’attualità politica e culturale, poiché si aggancia direttamente a un riconoscimento internazionale recentissimo: l’inserimento della Via Appia (“Regina Viarum”) nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (luglio 2024). |
| Moncalieri (TO) | La periferia fa centro | Non disponibile | 8: Moncalieri è una delle più interessanti dal punto di vista dell’innovazione sociale. Non punta sul tradizionale “vetrinismo” dei propri monumenti (nonostante possieda un Castello Reale UNESCO), ma sceglie una strada politica e urbanistica coraggiosa: il ribaltamento del concetto di marginalità |
| Pieve di Soligo (TV) | Io Siamo | Non disponibile | 7: slogan potente sull’identità collettiva (UNESCO). Un progetto che enfatizza la partecipazione di cittadini e stakeholder per una visione culturale inclusiva, basata sulla creazione di una cultura del “noi”, di una comunità che si riconosce nel suo territorio e nel suo patrimonio, puntando a valorizzare le radici locali (come il Prosecco, la storia del Piave) |
| Pomezia/Ardea (RM) | Dal mito di Enea alle città di fondazione | Non disponibile | 6: Lo slogan “Dal mito di Enea alle città di fondazione” è molto efficace. Crea un ponte temporale di quasi 3.000 anni. |
| Rozzano (MI) | La cultura oltre i luoghi comuni | candidatura-rozzano-2028.pdf | 7,5: Coraggiosa sfida alla narrativa della periferia. La cultura è qui usata come strumento di riscatto sociale. La “fragilità” (alta densità di edilizia pubblica, stigma di periferia) si trasforma in un asset. Si propone Rozzano come un laboratorio per l’Italia intera: come può la cultura ricucire una città divisa tra case popolari (ALER) e nuove aree residenziali? |
| Sala Consilina (SA) | Un ponte tra storia e futuro | Non disponibile | 5.5: il “ponte” potrebbe essere interpretato geograficamente: Sala Consilina è lo snodo vitale tra Campania, Basilicata e Calabria. Se il progetto punta sulla logistica culturale (rendere la cultura accessibile a chi vive lontano dai grandi centri), la visione diventa molto interessante. |
| Sarzana (SP) | L’impavida. Crocevia del futuro | Non disponibile | 7: il giudizio su Sarzana è molto interessante perché la città si presenta con una personalità forte, quasi “orgogliosa”, cercando di smarcarsi dal ruolo di semplice appendice turistica delle Cinque Terre o della Versilia. |
| Tarquinia (VT) | La cultura è volo | Non disponibile | 8,5: la candidatura di Tarquinia è una delle più strutturate e interessanti a livello nazionale. Non si tratta solo di una città che si propone, ma di una vera e propria “Dodecapoli contemporanea” che trascina con sé l’intera Etruria Meridionale. |
| Unione dei Comuni della Città Caudina | Terra futura. Europa abita qui | https://cittacaudina2028.it/ | 7: interessante l’approccio di “Unione di comuni”, fondamentale per la sostenibilità in aree interne. |
| Valeggio sul Mincio (VR) | Coltiviamo le persone | Non disponibile | 6,5: si distingue per un approccio “umanistico” e sociale. Invece di puntare tutto su monumenti o grandi eventi spettacolari, sceglie una strada più intima e pedagogica, coerente con la sua natura di borgo agricolo e turistico d’eccellenza. |
| Vieste (FG) | L’anima bianca della Puglia | Non disponibile | 7,5: rappresenta una sfida affascinante: trasformare la “capitale del turismo balneare” (è la città più visitata della Puglia) in una capitale della cultura e della riflessione. |