Rozzano, al consiglio comunale si guarda al futuro

Consiglio Comunale 22 Dicembre 2025 Consiglio Comunale 22 Dicembre 2025

Mentre diverse inchieste giornalistiche, come quella di Mediaset, hanno in queste ultime settimane rappresentato una immagine della città di Rozzano rassegnata e degradata, con tante ombre e nessuna luce, il Consiglio Comunale, convocato giorno 22 dicembre, discutendo del documento unico di programmazione del triennio 2026/2028 ha provato a guardare al futuro con maggiore buon senso ed equilibrio. E a portare Dio – a dispetto di quanto cantato da Paky nella canzone dal titolo Gloria – non “a farsi i cazzi suoi”, ma ad occuparsi, grazie alla politica, che serve anche a questo, del bene comune della città. Perché, caro Paky, il degrado di Rozzano non è stato causato da Dio, ma da tante istituzioni pubbliche, come per esempio l’Aler che nel corso degli anni anziché investire nel tessuto sociale e adempiere ai loro doveri, hanno assistito indifferenti all’avanzare irrefrenabile del degrado. Al contrario di Dio che, trascinando anche dalla propria parte chi si trovava come Gennario Speria dalla parte sbagliata – sostenendo anche Oratori, Caritas, Casa di Betania, Balzo, Ageha, Acli, City Angels, Emergency e tante altre realtà – ha cercato di dare un presente più dignitoso e decoroso alla comunità.

E soprattutto a guardare al futuro – in attesa di conoscere il prossimo 20 gennaio le prime 10 finaliste al titolo di Capitale della cultura Italiana 2028 – con rinnovato ardore e speranza. Perché Rozzano, a dispetto di quanto proposto dai media in quest’ultimo periodo, che come condiviso dal consigliere Leo Missi continuano a proporre “narrazioni solo distruttive”, è una città non solo da curare ma capace di amare e di pensare a un futuro diverso e più buono. Come quello rappresentato, all’ultimo consiglio comunale, all’interno del documento unico di programmazione del triennio 2026/2028.

Un documento che partendo dal programma elettorale della maggioranza definisce non solo la visione politica e gli indirizzi strategici del prossimo triennio dell’attuale amministrazione, ma anche i programmi operativi e le risorse finanziarie per poterli realizzare. Una cornice che fissa il quadro di riferimento valoriale e di priorità politiche entro il quale orientare le politiche future. Uno spazio dove pennellare il futuro di Rozzano in diversi obiettivi operativi suddivisi a sua volta in diverse missioni che, nonostante siano state criticate dall’opposizione per mancanza di coerenza con gli stanziamenti previsti nel relativo bilancio, sono un importante segno di un impegno politico a servizio di una idea di città più moderna, inclusiva, sicura ed accogliente. Uno sforzo di pensiero e progettualità, purtroppo oscurato dai media che si sono occupati di Rozzano, volto a costruire un orizzonte di maggiore senso e dignità per la città.

Una città, come condiviso dall’assessore alla pubblica istruzione, Maria Cristina Perretta, che considera l’istruzione “un diritto e una leva di sviluppo sociale, di riduzione della legalità e di promozione della legalità”. Argomenti – nonostante la posizione critica dell’opposizione, espressa dal consigliere Federico Paveri, che ha denunciato la scarsità di fondi a supporto delle iniziative previste all’interno della missione – ben articolati all’interno della missione “Istruzione e diritto allo studio”. Nella quale si evidenziano, per il valore di inclusione sociale importante in un contesto multiculturale come Rozzano, l’introduzione dei “Giochi della Gioventù” e del “consiglio comunale ragazzi come luogo di educazione civica e responsabilità”.

E rimanendo all’interno di tematiche sociali, passiamo alla missione sui “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, presentata dall’assessore al Welfare Zannino Belinda, che intende “mettere al centro le persone, rafforzando le reti di comunità, costruendo risposte integrate ai bisogni sociali emergenti”. Non solo con programmi di “solidarietà alimentare e sostegno al reddito” ma soprattutto con azioni di prossimità per contrastare le solitudini ed esclusioni sociali. Tema sensibile anche all’assessore all’ambiente e ai servizi demografici Lucia Galeone che, oltre a presentare la missione su sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente, ha anche proposto temi di innovazione e digitalizzazioni con lo spirito di “non lasciare indietro nessuno”. Per questo, sempre l’assessore Galeone, ha fortemente insistito di accompagnare “l’innovazione interagendo con associazioni e volontari” per favorire buone relazioni trai cittadini ed amministrazione.

Sul solco di innovazione e ammodernamento, è intervenuta l’Assessore Guido, presentando la missione dal titolo “Servizi istituzionali, generali e di gestione”. Missione che si inserisce “in un ampio percorso di modernizzazione della macchina amministrativa” e prevede, tra diversi progetti di ammodernamento, anche lo sviluppo, attualmente in corso, dell’assistente Sofia, un assistente virtuale multicanale basato sull’intelligenza artificiale in grado di interagire con i cittadini. Mentre la missione su ordine pubblico e sicurezza, condivisa dall’Assessore Anselmo – il cui impegno nell’incontro e ascolto del territorio è sicuramente lodevole e di valore per la comunità – ha come obiettivo di migliorare la sicurezza e la legalità non solo con il sistema di videosorveglianza diffusa ma anche con “l’istituzione di presidi di prossimità tramite incontri periodici con tutte le frazioni del Comune”. Sistema di videosorveglianza criticato – anche da me in un precedente articolo – per la pervasività sociale e il rischio su diritti e privacy, ma che comunque, come riportato dall’Assessore, continua ad essere apprezzato – e lo confermo avendo partecipato ad un incontro di presentazione del progetto – da tutta la comunità che richiede sempre maggiore sicurezza.

E infine le ultimi missioni: quella dell’assessore al commercio Raimondo Nappa che ha puntato, all’interno della missione “sviluppo economico e competitività”, a valorizzare il commercio di vicinato e locale, come il mercato comunale, perché presidio sociale, relazionale e strumento di costruzione di identità ed appartenenza; e quella dell’Assessore Paolini ai lavoratori pubblici e allo sport che, oltre a confermare per i lavori pubblici “una programmazione basato sulla sostenibilità e rispetto dei vincoli di bilancio e delle risorse disponibili”, ha ribadito l’importanza educativa e di inclusione dello sport con una impostazione che lega insieme funzione sociale e sportiva realizzata grazie a una collaborazione costante, per mezzo della consulta sportiva, con il mondo sportivo cittadino.

E anche in questo caso, da parte del consigliere Paveri, è emersa una forte critica per la poca attenzione alle politiche giovanili che si vedono assorbire dallo sport, essendo all’interno della stessa missione, circa l’80% dei fondi a disposizione. Aspetto stridente anche con la grande attenzione occupata dallo sport all’interno dei fondi del decreto Caivano Bis. Stesso discorso anche per gli oratori sui quali, non essendo di proprietà del Comune, “non si garantiscono meccanismi di controllo e monitoraggio da parte della cittadinanza”. Anche perché, sempre sostenuto da Paveri, i tanti “giovani non cattolici meriterebbero propri spazi di socialità e di aggregazione”. E tutto questo, continua il consigliere, non favorisce sicuramente “il diritto a sognare dei giovani di Rozzano”. E di sogni, in un mondo che produce incubi, ne abbiamo tanto bisogno.

Critiche che insieme ad altre sono state formulate in emendamenti ovvero proposte tutti respinti dal consiglio comunale. Tra i quali spicca quella del Consigliere Oscar Bersi che ha proposto di effettuare una “relazione sullo stato dell’ambiente, ovvero una fotografia utile per costruire un quadro sociale, ambientale ed economico della città di Rozzano con lo scopo di riattivare la partecipazione, la diffusione e la consapevolezza dell’ambiente in cui si vive”. E anche interessante, al fine di promuovere il dialogo e la pace tra popoli, in un periodo storico di frammentazione e divisione, è stata la proposta, anch’essa bocciata, di una cooperazione e collaborazione con popoli lontani e di cultura differente. Un’occasione sprecata, e anche a basso costo, di crescita culturale e sociale.

In definitiva, quello che si è discusso, è stato un documento di programmazione di ampio respiro, in continuità con le linee di mandato di questa amministrazione, che, nonostante abbia provato a disegnare una città più inclusiva e attenta ai bisogni dei cittadini, non è riuscito ad armonizzare e a tenere insieme le strategie politiche prospettate con i progetti del decreto Caivano Bis e con quanto proposto nel dossier di Rozzano capitale della cultura Italiana 2028. E a non accogliere al suo interno istanze sociali provenienti dalla società civile e dalle tante realtà sociali e culturali che operano all’interno della nostra città.

Perché, se Rozzano vuole diventare sovrana del proprio futuro, al di là dei fondi del Caivano Bis che aiuteranno tanto e del sogno Capitale della Cultura Italiana 2028 ancora possibile, dovrà provare ad accogliere maggiormente, anche nella stesura di documenti di programmazione come quello discusso nell’ultimo consiglio comunale, la voce dei suoi cittadini rappresentata, non solo dall’opposizione, ma da una pluralità di associazioni che sono un patrimonio di sapienza ed esperienza per tutti.

E così guardando e scrutando il futuro con gli occhi di tutta la comunità, sotto la guida dell’attuale amministrazione, che mantiene sempre una grande responsabilità, partecipare tutti insieme alla costruzione di “un cielo nuovo e una terra nuova” (Ap 21 1). Dove scoprirsi non solo buoni cittadini ma fratelli. Perché la partecipazione favorisce oltre alla libertà anche la fraternità.

E così augurarsi liberamente e sinceramente Buon Natale.

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