In un tempo dominato da tensioni, divisioni e frammentazione, dove il rispetto dei diritti umani e della dignità umana è calpestato da politiche soverchianti e la nostra Europa, ad eccezione della Spagna, svelando un asservimento della politica a sistemi economici e finanziari, continua a fare affari con chi calpesta la libertà e la giustizia dei popoli, abbiamo sempre più bisogno di luoghi di pace e fraternità. Capaci di tessere relazioni e legami sociali. Per favorire senso di appartenenza e identità collettiva volti a costruire, nella diversità di opinioni, comunità più unite e coese. E anche nuove narrazioni per rendere credibili e reale la solidarietà e la reciprocità. Proprio quello che quotidianamente cerca di fare il circolo ARCI Rino Bergamasco di Rozzano che, dopo aver rinnovato il suo direttivo, si propone sempre di più di essere profezia di buona convivenza civile e socialità. A servizio non solo del quartiere di Rozzano vecchio, in cui si trova la sua sede, ma anche di tutta la città.
Un’associazione che è un ente del terzo Settore (ETS) autonomo, pluralista e senza fine di lucro. Con radici valoriali fondati nella cultura democratica ed antifascista. E, a difesa dei principi di pace, giustizia e libertà sanciti dalla nostra costituzione, il circolo ARCI Rino Bergamasco, aderente alla rete associativa nazionale dell’ARCI APS nazionale, promuove, come magnificamente espresso nel suo statuto, la partecipazione dei volontari soci, oltre alla vita stessa dell’associazione, alla cura e allo sviluppo della comunità e del territorio. Per favorire il benessere sociale di ogni persona che, come dice il suo statuto, ha diritto alla felicità. E poiché, non c’è vera felicità se non è comune e condivisa, il circolo educa con le sue tante attività a una cittadinanza responsabile e a una cultura sussidiaria. Dove tutti i soci hanno il diritto, e anzi ne sono sempre stimolati, non solo a fare, ma anche a immaginare e disegnare insieme il futuro del circolo stesso. Perché la vera sussidiarietà, oltre ad essere inclusiva, responsabilizza e rende tutti protagonisti.

E per esserlo bisogna incontrarsi e ascoltarsi. Perché solo l’incontro e l’ascolto generano fiducia e riconoscimento reciproci. E per questo il Circolo non solo mette a disposizione dei suoi soci, da lunedì a domenica, un’ampia fascia quotidiana di apertura ma organizza anche un ricco programma di aperture serali domenicali. A dimostrazione del valore dato ai legami e all’amicizia sociale e intergenerazionale. Dove giovani, con il loro sogni e speranza, e anziani, con la loro esperienza e saggezza, possono vicendevolmente arricchirsi di sguardi e orizzonti nuovi ed inesplorati. E così poter estrarre “dal tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52).

E non c’è solo socialità. Ma anche tanta solidarietà. Come l’aiuto e il supporto scolastico gratuito offerto il sabato mattina a chi ha difficoltà in Matematica, Fisica e Informatica. O la scuola di arabo per bambini rivolta non solo a chi vuole tenere vivi i legami con le proprie radici ma anche a chi volesse imparare nuove culture e nuovi mondi. Una testimonianza di dialogo e integrazione interculturale che in una città dalle varie sfumature etniche come Rozzano ha una grande funzione sociale e politica.

E proprio di politica si occupa anche il circolo Arci. Perché la vera politica è servizio e impegno a favore del bene comune. È uno spirito volto a costruire comunità più libere e giuste. Sempre a difesa dei più fragili e deboli. Guidato dalla costituzione, vera e propria bibbia laica. Un patrimonio etico, sociale e politico che non ci assicura nessuna terra promessa, ma ci impegna – e il Circolo questo lo sa bene, al punto da essere ben iscritto nei primi articoli dello statuto dell’ARCI nazionale, faro che illumina insieme allo statuto locale la vita dell’associazione – a una responsabilità affinché il ‘non ancora’ della costituzione possa di giorno in giorno diventare un pezzettino di realtà.
Sul solco di questo sentiero, il Circolo organizza incontri e discussioni con personaggi di rilevanza politica su tematiche di interesse nazionale, come avvenuto a ridosso dell’elezione sullo scorso referendum sulla giustizia, o come in passato fatto su questioni di importanza anche internazionale. E innamorato della cultura antifascista che impregna la sua storia e lo spirito della costituzione, sempre pronto a difenderla prendendo posizione anche coraggiose come quella appena condivisa in un comunicato sui suoi profili social contro la mozione, programmata per il prossimo consiglio comunale, per l’intitolazione di una via cittadina alla memoria di Sergio Ramelli.
E l’appello finale è a tutta la classe politica di Rozzano che, al di là degli schieramenti partitici, è invitata a valorizzare il ruolo sociale di un’associazione come l’ARCI Rino Bergamasco. Perché il bene comune non appartiene solo alla giunta comunale ma a tutta la comunità. E chi si occupa di promuoverlo e sostenerlo ha il diritto, sancito dall’articolo 118 della costituzione e da diverse sentenze come la 131 del 2020, di essere non solo ascoltato ma anche chiamato a collaborare e cooperare per costruire un futuro più buono e diverso della nostra città.
Come il futuro di libertà e democrazia che la resistenza al nazifascismo, e oggi 25 aprile ne celebriamo la memoria, ci ha donato. E insegnato che il modo migliore per celebrarlo è continuare a resistere contro ogni forma di prepotenza e autoritarismo. Contro chi in nome della sicurezza e di un vuoto benessere economico vuole reprimere e limitare l’anelito alla libertà inscritto nel cuore umano da un Dio che, dopo aver creato il mondo, per rispetto di questa libertà si è fatto da parte (Gen 2,2). Per permetterci di scrivere le pagine più buone e più belle. Come quelle che vuole ancora scrivere il Circolo Rino Bergamasco.