Rozzano: Consiglio comunale del 27 Aprile 2026

Rozzano: Consiglio comunale del 27 Aprile 2026 Rozzano: Consiglio comunale del 27 Aprile 2026

La Bibbia oltre a essere un tesoro religioso è anche un patrimonio sociale e relazionale. Perché parlare di Dio significa parlare soprattutto di relazioni tra uomini e donne creati fin dal principio a sua immagine e somiglianza (Gn 1,27). Rapporti umani raccontate spesso sotto forma di parabole. Con Gesù maestro nel farlo anche perché aiutato da un antico testamento che ne contiene delle celebri come quella che vi invito a leggere delle pecorelle del profeta Natan (2Sam 12,1). Così, tramite lo stile di una parabola, con i miei forti limiti personali nel raccontare storie, cercherò di condividere le coordinate storiche alla base di uno dei punti più importanti del consiglio comunale di Rozzano di ieri sera: “l’acquisizione del cinema teatro Fellini e definizione delle linee di gestione e programmazione culturale.” Con l’obiettivo di fornire gli strumenti cognitivi al fine di permettere a tutti di crearsi una propria personale opinione.

Un uomo saggio iniziò a raccontare una storia ad un tale che passava per caso tra le vie di Rozzano.

C’era una volta un comune che, grazie anche al contributo dei suoi cittadini, possedeva degli importanti beni pubblici: un teatro, una piscina comunale e quattro farmacie comunali. Non solo erano l’orgoglio della città ma svolgevano anche un ruolo di indubbio valore culturale, sportivo e sociale. Ma stranamente, con l’intento di valorizzarli ancora di più, tali beni furono consegnati in gestione a una controllata al 100% del comune: la società API (Azienda per Il patrimonio immobiliare Rozzano S.r.l), fondata il cinque maggio del 2006data sfortunata – per gestire servizi e immobili comunali. Società che, a causa di un dissesto finanziario, falli miseramente l’undici maggio del 2017, trascinando alcuni dei suoi beni, tra lo sconcerto e l’amarezza generale, nell’onta di un’asta giudiziaria.

Il teatro fortunatamente ne scampò la vergogna perché nel maggio del 2012 fu ricomprato dal comune a un valore di 1.756.084come evidenziato in pagina venti del bilancio 2022 AMA – tramite un’altra partecipata: il Gruppo AMA fondato nel 1997 come “scelta pioneristica”  per acquisire la gestione della rete urbana del gas metano. Mentre la piscina, per evitare di perderla definitivamente, fu acquistata in data 22/04/2021, sempre dall’AMA, come emerge in questo bilancio di esercizio del 2022 sempre a pagina 20, direttamente dal curatore fallimentare al costo di 840.928. Le farmacie invece entrarono invece in un complesso accordo giudiziario dove furono assorbiti – come si emerge a pagina 20 del bilancio di esercizio del 2018 a pagina 4 di AMA – altri debiti per un valore di circa 10.493.485,97 euro.

In questa nuova situazione, sempre per valorizzarle ancora di più, il comune decide di fare il percorso all’indietro. Come in un gioco dell’oca. Così nel 2025 riacquista dall’AMA la piscina comunale a circa 800.000 euro, e ieri sera, al consiglio comunale, passa anche l’autorizzazione all’acquisto del teatro sempre dall’AMA alla cifra di 1.500.000 di euro da pagare con un mutuo in 30 anni con 1.200.000 di euro di interessi.

Quindi ricapitolando, il comune per riprendersi i suoi beni – il teatro. e la piscina (le farmacie, nel frattempo, sono state vendute) – ha dovuto nel tempo pagare in complessivo un totale di 4.857.012 euro per riappropriassi di ciò che era già di sua proprietà.:

  1. 3.256.084 euro per il teatro: 1.756.084 (primo acquisto AMA da API) + 1.500.000 (Riacquisto del Comune da AMA deciso ieri sera);
  2. 1.600.928 per la piscina: 840.928 (Acquisto da AMA da API) + più 800.000 (Acquisto del Comune da AMA).

Il tale di Rozzano a cui veniva raccontata la storia esclamò: “sicuramente non sarà stato il comune di Rozzano. Noi siamo troppo furbi per farlo. Abbiamo tanti problemi da risolvere, figurati se sprechiamo tutti questi soldi così”. Invece purtroppo si sbagliava.

Il comune è quello di Rozzano; il teatro è il Fellini; la piscina è la quella comunale di Rozzano; le farmacie sono le ex quattro farmacie comunali di Rozzano vendute a 6.500.000 di euro a un gruppo privato. Il consiglio comunale è quello andato in programma ieri sera.

Dove oltre ad autorizzare il riacquisto del teatro Fellini, al costo di 1.500.000 euro più 1.200.000 euro di interessi, al fine di rilanciarlo e valorizzarlo, si è approvato il rendiconto dell’esercizio finanziario del 2025, improntato – come condiviso dal Sindaco e da diversi consiglieri di maggioranza – su una linea responsabile e prudente. Con un avanzo libero, ovvero di liquidità in cassa, di circa di 400.000 euro. Con un accontamento di circa 49 milioni di euro vincolati a coprire entrate a rischio di esigibilità. Un rendiconto che è una fotografia di un bilancio in equilibrio dove, come espresso dal consigliere Leo Missi, ha “un avanzo bloccato perché il Comune deve coprirsi da rischi di crediti difficili da incassare e partite incerte”. Con una parte di residui attivi di circa 25 milioni, cresciuti negli ultimi anni, che sono crediti ancora non incassati. Va migliorata sicuramente, detto anche dai revisori, la capacità di riscossione del comune stesso in un periodo in cui i trasferimenti da parte dello Stato continuano a diminuire.

E sempre su questo punto, il consigliere Bersi ha riportato “la difficoltà dello stesso rendiconto a valutare l’efficacia e l’efficienza delle ricadute sociali ed economiche sul territorio. Non pare spesi tutti questi soldi e la città decade”. Mentre il consigliere Foglia ha espresso, nonostante il buon lavoro della ragioniera e l’equilibrio finanziario del rendiconto, forte preoccupazione per il continuo e costante aumento dei crediti non esigibili.

E ritornando sul tema dell’autorizzazione all’acquisto del teatro Fellini, il Sindaco – dopo aver condiviso la perizia dell’Agenzia che ha fissato il valore del Teatro a 1.500.000 e il parere favorevole dei revisori dei conti – ha spiegato le ragioni politiche di questa scelta: oltre a essere un atto simbolico e un segnale forte della cura e attenzione di questa amministrazione comunale al valore della cultura, ha anche il fine di restituirlo alla comunità, alle nostre scuole e associazioni. Non solo investendoci, impegno non possibile alla partecipata AMA, ma anche scongiurando la possibilità di finire nelle mani di un privato. E va proprio in questa direzione la collaborazione, annunciata in anteprima dal Sindaco, che a partire da settembre ci sarà tra il teatro Fellini e il teatro Strehler di Milano.

La replica delle posizioni è stata molto dura e contraria non solo perché, come espresso dal consigliere Bersi, “il luogo non è sufficiente a creare un polo funzionale e culturale, visto i lavori di ristrutturazione esigenti, che mai forse riusciranno a rendere adeguata una struttura che è sprovvista di spogliatoi per artisti e con un sistema di diffusione del suono non all’altezza”, ma anche perché, come condiviso dai consiglieri Repaci e Foglia, il vero motivo, che l’amministrazione continua a negare, è il salvataggio di Ama Rozzano.

Una società con un bilancio che non regge più a pagare le spese correnti. Con un deficit, aggiornato al 2024, di circa 1 milione di euro e un debito di circa 7 milioni di euro solo verso Arco e Area sud A detta dell’opposizione, anziché intervenire cercando di rendere l’AMA una società sostenibile economicamente e finanziariamente, si continua a non affrontare la situazione. E ad allungarne artificialmente la vita acquistandone tutti i suoi più importanti patrimoni immobiliari – farmacie, piscine e adesso teatro. E In questo solco si è inserita la proposta dell’opposizione, che non è passata, di recedere dall’acquisto del teatro e di avviare un processo congiunto e condiviso con AMA al fine di riqualificarlo e di riconsegnarlo allo stesso modo alla città.

In tutto questo, purtroppo, l’opposizione ha perso l’occasione di chiedere al Sindaco la visione politica e culturale al fine di riuscire a rilanciare un teatro vetusto e obsoleto in un momento storico l’intero sistema è in crisi – anche l’attuale gestore del teatro è in forti difficoltà economiche – e la concorrenza e la competizione di un’offerta articolata ed eccellente come quella dei tanti teatri presenti nella vicina Milano è forte e spietata.

Cambiando discorso su altri punti affrontati all’interno del consiglio comunale, merita attenzione la proposta presentata dagli assessori al commercio Nappa e alla sicurezza Anselmo sul “contrasto e alla diffusione di bombolette contenente protossido di azoto”. Nella quale si invita il Sindaco a emettere una ordinanza comunale a proposito e di farsi promotore presso la regione e il governo di misure adeguate a fermare questo consumo che danneggia la salute e la vita dei nostri ragazzi. Proposta non sostenuta dall’opposizione per una presunta pregiudiziale, rifiutata dalla segretaria, nel presentare un intervento di questo tipo senza la firma del Sindaco e della giunta comunale.

E così si è chiuso un altro consiglio comunale. Dove il tentativo dell’opposizione di cercare la profonda verità politica, alla fine giustificabile e per certi di vista doveroso, dietro la vicenda dell’acquisto del teatro Fellini dalla partecipata AMA, ha evitato di parlare di progetti e di orizzonti politici e culturali. Di futuro che, nonostante quanto detto dal consigliere Simone D’agnelli, non appartiene solo a chi vince le elezioni ma a tutta la comunità.

Perché il futuro è un bene comune della città. Non solo di chi governa e vince le elezioni.

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