I sogni aiutano a immaginare nuovi mondi. Luoghi dove dare risposte a desideri di profonda umanità. Desideri di pace, giustizia e libertà. Al contrario delle ideologie e delle utopie che, anziché risolvere le ingiustizie denunciate, dividono l’umanità causando spesso dolore e distruzioni. E anche se non si realizzeranno, ci aiutano nel già del presente a impegnarci per costruire comunità più sane e migliori. A fare piccoli passi verso un futuro sognato anche se non sarà mai realizzato. Con uno sguardo già alzato verso orizzonti diversi. A non scoraggiarci, nonostante la notizia appena arrivata che pone fine al sogno di Rozzano di diventare capitale della cultura italiana 2028. E di essere anche fuori dalla lista delle dieci finaliste:
1. Anagni (FR) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce
2. Ancona – Ancona. Questo adesso
3. Catania – Catania continua
4. Colle di Val d’Elsa (SI) – Colle28. Per tutti, dappertutto
5. Forlì – I sentieri della bellezza
6. Gravina in Puglia (BA) – Radici al futuro
7. Massa – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia
8. Mirabella Eclano (AV) – L’Appia dei popoli
9. Sarzana (SP) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro
10. Tarquinia (VT) – La cultura è volo
Queste le altre città rimaste fuori:
Bacoli (NA) – “Il futuro parte da una scossa”;
Benevento – “Attraversare l’invisibile”;
Fiesole (FI) – “Dialoghi tra terra e cielo”;
Galatina (LE) – “Il sogno dei luoghi”;
Gioia Tauro (RC) – “La cultura è Gioia”;
Moncalieri (TO) – “La periferia fa centro”;
Pieve di Soligo (TV) – “Io Siamo”;
Pomezia (RM) – “Dal mito di Enea alle città di fondazione”;
Rozzano (MI) – “La cultura oltre i luoghi comuni”;
Sala Consilina (SA) – “Un ponte tra storia e futuro”;
Unione dei Comuni della Città Caudina – “Terra futura. Europa abita qui”;
Valeggio sul Mincio (VR) – “Coltiviamo le persone”;
Vieste (FG) – “L’anima bianca della Puglia”;
Finaliste convocate per le audizioni pubbliche secondo il calendario pubblicato nel sito del ministero: https://capitalidellacultura.cultura.gov.it/capitale-italiana-della-cultura-2028-progetti-finalisti-e-audizioni-pubbliche/.
In questo nuovo scenario, non bisogna cedere al rammarico e allo sconforto. Perché è sempre possibile sfruttare – il sindaco aveva assicurato che alcuni progetti pensati all’interno del dossier avrebbero continuato ad avere a prescindere del risultato ottenuto il finanziamento degli sponsor – il lavoro fatto dall’amministrazione comunale in collaborazione con tanti cittadini e associazioni della nostra città. Può quindi essere il dossier utilizzato per tentare di realizzare, anche con l’aiuto dei fondi del Caivano Bis, una Rozzano migliore. Grazie proprio alla cultura.
Questo perché la cultura è via maestra non solo per rimarginare le tante di situazioni di degrado presenti a Rozzano ma anche per ricominciare a sognare un futuro comune e condiviso. Consapevoli che senza sogni non ci saranno mai risposte ai bisogni,