La festa delle associazioni a Rozzano: il Filo di Bene che unisce la città

Domenica 11 Maggio si è svolto a Rozzano, a cura del Comune, l’evento “La primavera delle associazioni – Insieme per la comunità” che ha visto molte associazioni del territorio, ogn’una nel suo spazio espositivo, condividere e raccontare il tanto bene quotidianamente seminato tra la gente, segno di generosità e sensibilità verso le fragilità della nostra comunità.

Associazioni che, nel contesto della Cascina grande, gremita di persone – con un ring installato da Don Luigi per evocare l’evento di qualche mese fa, “Un gancio da Dio“, sul valore della boxe di unire sport, fede e riscatto sociale – hanno raccontato l’impegno a favore di una comunità più unita e solidale, dove nessuno viene lasciato indietro, e trasmesso fiducia nel bene possibile, e, di conseguenza, interpellato la coscienza di tutti i presenti ad accogliere, in un futuro più o meno prossimo, la loro splendida testimonianza.

Tutto questo perché narrare il bene e la felicità, che si percepiva chiaramente negli occhi dei diretti interessati, favorisce il desiderio di spendersi per gli altri, e in questi tempi, dominati da tanto odio e violenza, che lambisce da vicino anche la nostra città, come successo questo fine settimana a Milano con una brutta storia di suicidio-omicidio, ascoltare storie di bontà aiuta sicuramente a sovrastare un male spesso più discusso e seducente. Per questo, nell’esprimergli profonda gratitudine, vorrei dedicare alle associazione presenti alla festa una breve e concisa condivisione almeno della loro missione sociale.

Inizio dall’associazione “Peppino Impastato e Adriana Castelli”, che, stupito perchè non a conoscenza della loro presenza, con sede situata in via Amendola 12, promuove la cultura della legalità, della pace e della nonviolenza, dando lustro alla memoria di due personaggi che hanno fatto della loro vita un esempio a favore della legalità e della giustizia.

Sul fronte sociale, e anche perché parla alla mia passione per la dottrina sociale della chiesa, merita di essere raccontata anche la presenza dell’ACLI di Rozzano, sede in Via Rossa Guido 11, sempre in prima fila per promuovere la dignità del lavoro, questione sempre più importante, in un momento storico dove, a causa della mercificazione delle relazioni umane e a fronte anche della grande novità dell’intelligenza artificiale, rischia di esserne svilito sempre di più nella sua dimensione sociale e umana. E anche di promozione umana e sociale si occupa l’associazione Sandro Pertini,  in via Matteotti 37, punto di riferimento a Rozzano, nella promozione di attività socio ricreative.

In questo contesto, meritano l’attenzione altre belle realtà: l’Ageha (https://www.agehaonlus.it/), dalla cui costola è nato il Balzo, cooperativa sociale, che si occupa di sostenere e supportare le famiglie di persone fragili tutelandone diritti e favorendone l’inclusione sociale; Resilia, sita in via Garafoni 21, impegnata nel migliorare l’incontro e l’integrazione tra culture differenti, proponendo una serie di servizi di grande valore sociale per accompagnare socialmente gli immigrati appena arrivati a Rozzano; Centro Donna, in via dei Garofani, associazione tra le più longeve di Rozzano, impegnata nella tutela e promozione dei diritti delle donne: City Angels, che pur non avedo una sede a Rozzano, è attiva nel fornire assistenza e sicurezza in strada a chiunque in stato di bisogno.

E non mancano enti non governative, operanti anche a Rozzano, come Emergency, attivi nel promuovere l’uguaglianza e i diritti umani in ogni contesto e realtà. Impegno di grande valore anche a difesa della democrazia che, sotto i colpi di crisi socio economiche, che ormai a partire dal 2008 si propongono con continuità, rischia di soccombere di fronte ad autoritarismi di varia natura e specie.

Per tutto questo, le Associazioni di Rozzano, con tante altre non presenti in Cascina grande, delle quali parlerò sicuramente nei prossimi articoli, hanno tutto il diritto, come espresso nella sentenza 131/2020 della Corte costituzionale, di essere coinvolti, non solo nella realizzazione di progetti sociali, culturali ed economici, ma anche nella fase di individuazione delle priorità cittadine.

Questo perché se lo meritano, perché conoscono il territorio meglio di chiunque altro, e soprattutto perché il bene comune, in cui sono impegnati quotidianamente, non è solo di chi vince le elezioni, ma di tutta la comunità.

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