“Voi stessi date loro da mangiare” (Mc 6,37) è l’espressione con cui Gesù si rivolge ai suoi discepoli quando, spinto da compassione per una folla stanca e affamata, invita i suoi discepoli a sfamarli autonomamente. Invito che ancora oggi continua a risuonare forte nelle nostre comunità. Perché risolvere i bisogni, e i problemi in generale, grazie alla presenza di chi ci è più vicino aiuta non solo a comprenderne meglio il contesto e le dinamiche più profonde ma anche a trovare risposte più giuste ed efficaci. E a favorire partecipazione e responsabilità. Un appello laico e anche politico di duemila anni fa diventato un manifesto di sussidiarietà che la nostra Repubblica ha incarnato nell’articolo 118 della costituzione dove le istituzioni, nelle loro funzioni amministrative, sono invitate a collaborare e cooperare proprio secondo il principio della sussidiarietà. E sulla scia di questo principio che a Rozzano, il prossimo 1° luglio, si terrà, presso la Cascina grande, il primo incontro sul welfare di comunità.
Si tratta di uno spazio aperto di confronto ed ascolto tra istituzioni scolastiche, associazioni del terzo settore, cooperative, enti religiosi e comitati di cittadini per co-programmare il modello e lo sviluppo del welfare dei prossimi tre anni. Individuando insieme le priorità e le linee di azione. Tutto all”interno dell’ambito Visconteo dove 11 Comuni – Rozzano, Basiglio, Binasco, Casarile, Lacchiarella, Locate di Triulzi, Noviglio, Opera, Pieve Emanuele, Vernate e Zibido San Giacomo -, con Rozzano capofila, cooperano ormai da diversi anni per contrastare e affrontare le emergenze sociali, economici e culturali di un ben ampio territorio. Con un approccio chiamato welfare di comunità o di sussidiarietà. Perché i disagi sociali vengono affrontati, con uno stile di co-programmazione (pensare insieme dove investire) e di co-progettazione (fare insieme i progetti) collaborando con le sentinelle sociali del territorio. Ovvero con i tanti enti e cooperative del terzo settore del territorio come: Il Balzo (Società Cooperativa Sociale), Arti e mestieri, Via Libera, Lo scrigno, Progetto Persona, e tante altre.
Ambito Visconteo che non solo alimenta, tramite in genere bandi di gara, il welfare di questa grande comunità, ma sostiene e accompagna progetti sociali di ampio respiro. Come il progetto Cuore Visconteo che, promosso dalla fondazione di Comunità Milano, ha cercato di dare una risposta alle tante povertà – che non è solo alimentare – dei comuni di Opera, Rozzano, Locate Triulzi e Pieve Emanuele. Finanziando a Rozzano progetti come: il social market di Oleandri 31, La casa per fare insieme, il FunLab, lo spazio Giovani Caos.
Anche se, a onore del vero, non viene dato il giusto riconoscimento, anche economico, a realtà che formalmente non rientrano nel terzo settore, come per esempio l’Oratorio Sant’Angelo che quotidianamente tramite i progetti Non Solo Compiti, e tanti altri, sostengono e accompagnano il cammino scolastico di bambini e ragazzi fragili della nostra città. Per non parlare di tutta quella carità silenziosa che permette a tante famiglie disagiate di usufruire di servizi educativi e formativi come per esempio l’Oratorio Estivo. Grazie anche a quei pochi pani e pesci in loro possesso. Un vero e proprio miracolo che ancora oggi continua ad avvenire.
In questo contesto, l’incontro di mercoledì prossimo diventa una grande occasione per tutte le associazioni e i comitati impegnati nel sociale di collaborare per costruire insieme un presidio umano e relazionale contro le vulnerabilità e le fragilità di una comunità sempre più sfibrata ed erosa da una società che divide anziché unire. Come unisce invece la fede non in un Dio che asciuga dall’oggi al domani le lacrime della nostra città – come fece con gli Ebrei asciugando l’acqua del mare per riacquistare la libertà dagli Egiziani (Esodo 14,21) (questi tipi di miracoli oggi sono proprio finiti) – ma in cittadini capaci di mettersi al servizio del bene comune. E questo è possibile. Perché alla fine l’uomo a immagine di Dio è stato creato (Gen 1,27). Ovvero anche per amare e custodire le nostre comunità.