Rozzano sogna di diventare Capitale italiana della cultura 2028

Rozzano. Cuore del Quartiere Aler. Rozzano. Cuore del Quartiere Aler.

La nuova amministrazione comunale sogna in grande e, come anticipato in campagna elettorale e durante il primo consiglio comunale, ha avviato il percorso di candidatura, comunicato ufficialmente sul sito del Comune, al titolo di «Capitale italiana della cultura» per l’anno 2028. Iniziativa istituita nel 2014, dietro proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con il chiaro intento di valorizzare e promuovere il ruolo della cultura, non solo per incentivare la crescita del turismo, ma anche e soprattutto come via per uno sviluppo sociale, economico ed umano di un intero territorio. Perché senza cultura ci può essere solo crescita, e non, cosa di cui invece Rozzano ha bisogno, prosperità. E solo la prosperità crea vero benessere condiviso e diffuso.

E così, rispettando il termine ultimo del tre luglio, la nuova giunta ha già condiviso al Ministero il suo interesse a candidarsi. E si spera di succedere a tante altre grandi città, ricche di storia e cultura, e qualcuna anche più piccola di Rozzano: Cagliari, Perugia, Siena e Ravenna, Lecce, (2015), Mantova (2016), Pistoia (2017), Palermo (2018), Parma (2020/21), Procida (2022), Bergamo e Brescia (2023), Pesaro (2024), Agrigento (2025), Aquila (2026), Pordenone (2027).

In questa direzione, si guarda già alla prossima tappa – 25 settembre 2025 – entro la quale andrà perfezionata la candidatura e, come ampiamente dettagliato nel bando, accuratamente definiti: il progetto culturale della durata di un anno, inclusivo del cronoprogramma e delle singole attività previste; la valutazione di sostenibilità economico-finanziaria del progetto culturale proposto e obiettivi perseguiti. E dopo, varie altri passaggi intermedi, con un’audizione da fare entro il 12 marzo 2026, si conoscerà, il 27 marzo 2026, la città, che può essere più di una, insignita del titolo tanto desiderato e ambito.

Un percorso, al di là del risultato finale, almeno fino all’audizione, molto impegnativo e sfidante, che solleva diverse domande riguardo all’opportunità politica di intraprenderlo, in un momento di grandi sfide e attese, come è e sarà la gestione dei fondi del decreto Caivano-bis. Un impegno che sarà una grazia per la città solo se riuscirà, e le prime dichiarazioni da parte del Sindaco vanno su questa direzione, a coinvolgere, in tutte le sue dimensioni sociali, civili, economiche e religiose, tutta la comunità di Rozzano: dagli oratori alle associazioni passando per le scuole fino gli anziani, primi custodi della cultura della nostra comunità.

Un progetto ambizioso che, per essere un capolavoro, fin dall’inizio, dovrà coinvolgere tutti, non solo nella realizzazione delle singole attività progettuale, ma, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, principio portante della nostra costituzione, non per caso, ma perché generativo di fiducia e partecipazione, anche nella co-programmazione, ovvero nel definire tutti insieme priorità, azioni e opportunità.

E un bel modo per realizzare questo, ma sicuramente i nostri amministratori saranno capace di fare meglio, è creare fin da subito una commissione comunale allargata il più possibile e rappresentativa della pluralità e diversità di tutte le realtà della città. Perché i sogni, come ci insegnano i grandi profeti che spesso hanno proprio il dono di interpretarli, richiedono, per essere realizzati e diventare benedizione, della partecipazione di tutta la società. Infatti “Ci fu carestia in ogni paese, ma in tutta la terra d’Egitto c’era il pane” (Gen 41, 54 ), perché tutti, dal Faraone, al Profeta e a tutto il Popolo, avevano collaborato e creduto.

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