Rozzano: regole più severe per i minimarket, ma non solo.

Polizia locale di Rozzano. Foto presa dal sito del comune. Polizia locale di Rozzano. Foto presa dal sito del comune.

“Sapere aude” era il motto che il famoso filosofo Kant aveva usato per rappresentare e sintetizzare lo spirito dell’illuminismo. Perché solo la conoscenza e l’intelligenza ci rendono cittadini liberi e responsabili. E proprio per questo, le nostre istituzioni di qualsiasi livello e grado, sono chiamate a mettere i propri cittadini nelle condizioni, non solo di conoscere quanto avviene nella società, ma anche di farlo con stili comunicativi trasparenti e chiari.

Qualità mancate se analizziamo quanto discusso nell’ultimo consiglio comunale riguardo alla modifica di un articolo del regolamento della polizia urbana e quanto in realtà presente nella delibera approvata nell’ultimo consiglio comunale e pubblicata nella apposita sezione dell’albo pretorio: modifica dell’ART. 14 quater del regolamento di polizia urbana. Mancanza di chiarezza che sta alimentando diversi giudizi negativi sulla misura, orientata a favorire del decoro urbano, accusata anche di discriminazione verso il mondo dei minimarket.

Per tutto questo, cercherò di fare chiarezza su quanto accaduto:

  • La delibera portata in consiglio comunale dall’Assessore Anselmo Domenico è la seguente: MODIFICA DELL’ ART. 14 QUATER DEL REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA. Ovvero si tratta di una modifica di un articolo già presente, che ha come obiettivo quello di inasprire le sanzioni per chi non rispetta quanto previsto dall’articolo stesso.
  • Nonostante il titolo della relativa comunicazione sul sito del comune sia “”Polizia locale, regole più severe per i minimarket” e nonostante l’Assessore Anselmo si sia riferito diverse volte ai minimarket, – infatti ne parlo anche nel mio articolo post consiglio comunale – la delibera non parla di minimarket.
  • A scanso di equivoci questo quando detto dall’Assessore Anselmo al consiglio comunale: “introdurre un sistema più severo e progressivo di sanzioni nei confronti delle attività commerciali in particolare i cosiddetti minimarket che continuano a violare le norme in materia di sicurezza urbana e decoro”.
  • L’articolo 14 già in essere vieta la vendita e la detenzione finalizzata alla vendita al dettaglio di bevande alcoliche e superalcooliche refrigerate di ogni gradazione, ad eccezione: la consumazione al tavolo; i centri commerciali di medie e grandi strutture di vendita; asporto di bibite acquistate unitamente a prodotti gastronomici provenienti da pizzerie, ristoranti e bar.
  • Stante a quanto detto sopra, anche un bar, se non ci sono le eccezioni sopra, è tenuto a rispettare la delibera.
  • Nonostante si sia prospettato la chiusura dei minimarket alle 20:00, tale misura non è presente all’interno della delibera. E infatti, a onore del vero, l’Assessore Anselmo ha effettivamente specificato di indirizzarla successivamente, come del resto il Sindaco ha fatto nel comunicato apparso sul sito “il prossimo passo sarà l’adozione di un’ordinanza per anticipare alle ore 20 l’orario di chiusura dei minimarket presenti in città”.
  • La delibera non ha fatto, per motivi di urgenza, un passaggio in commissione che sicuramente avrebbe aiutato a fare maggiore chiarezza.

Adesso che la torre di Babele è stata un po’ abbassata, ci sono meno motivi per confondersi, e più per formarsi una proprio opinione a riguardo.

Sapere Aude. Sempre e comunque.

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