I grandi Profeti, ascoltando una Voce, rispondono liberamente ad una chiamata e, grazie a cuori semplici e poveri, provano ad annunciarla, spesso tra l’incredulità e l’avversione delle proprie comunità. Perché spesso, ed è proprio vero, “un profeta è disprezzato soprattutto nella sua patria” (Mt 13,57). Ma, poiché il disprezzo viene sconfitto dalla verità della profezia, le loro storie meravigliosamente custodite si sono impresse all’interno della Bibbia. E così abbiamo scoperto che le profezie di grandi Profeti – come Elia quando incontra la vedova di Sarepta (Re 17,8) – si sono realizzate anche grazie a “un pugno di farina e un po’ d’olio in una brocca” (Elia e la vedova di Sarepta Re, 17,8).
E grazie alla farina impastata nella cucina di Sant’Angelo di tante donne volontarie e al sudore di tante altre che, tra pulizie quotidiane e supporto organizzativo, insieme anche all’impegno di tanti uomini, come riportato nel sito del Comune “gli oratori di Sant’Ambrogio, Sant’Angelo, San Biagio, Santi Chiara e Francesco hanno riscosso grande successo: oltre 700 bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado hanno partecipato con entusiasmo più altri 140 giovani animatori volontari“.
Un servizio rivolto alle famiglie dell’intera comunità che, con prezzi contenuti, non solo risponde a una reale necessità del territorio in un periodo di scuole chiuse, ma offre una proposta educativa e formativa ispirata all’inclusione e a sani valori cristiani. Dove la gratuità dell’impegno dei tanti volontari moltiplica l’entusiasmo, il divertimento e le tracce di umanità e socialità per sempre impresse, con più o meno intensità, nei cuori di tutti i ragazzi. Doni di reciprocità che solo la gratuità può generare.
Un frutto non del caso, ma di un grande esperienza di unità nella diversità che è la comunità pastorale Discepoli di Emmaus, esperienza di vita comunitaria volta a creare e sostenere relazioni sane e fraterne. Formata dalle quattro parrocchie sopra elencate, con la partecipazione, oltre che della Diaconia (Preti e Diaconi), di tanti laici espressioni e rappresentavi dei quattro diversi territori, è impegnata nel promuovere, tra anche problemi e difficoltà, un pensiero comunitario condiviso e diffuso, dove al posto della parrocchia, si mettono al centro i bisogni e le esigenze della comunità. Perché, come Papa Francesco ci ha insegnato, Il tutto è superiore alla parte e l’unità prevale sempre sul conflitto (Evangelii Gaudium).
E, oltre all’impegno dei laici della comunità pastorale, va evidenziato il ruolo dei quattro coordinamenti parrocchiali che declinano il pensiero comunitario in azioni e proposte concrete all’interno delle singole realtà. E proprio grazie a loro – Rocco, Angela, Agostino, Vincenzo e Chiara di San Biagio; Stefano, Giulia, Alberto, Cristina, Paolo, Eleonora e Marianna di Ponte; Nonna Pina, Natalina, Luciana, Cristina, Paolo e Vanni di Sant’Angelo; Clara, Chiara, Alice, Bina, Marilena, Claudio, Mario, Felice, Guido, Marco, Leonardo, Giuseppe e Monica di Sant’Ambrogio, e tantissimi altri per cui potrei scrivere senza fermarmi – che l’esperienza degli oratori della nostra città è come una scala poggiata sulla terra con la cima rivolta verso il cielo (Gn 28,12), per farci così scorgere ed assaporare già adesso un pezzetto di paradiso.