A Rozzano la narrazione crea relazioni e comunità

A Rozzano la narrazione crea relazioni e comunità A Rozzano la narrazione crea relazioni e comunità

Oggi la comunità di Rozzano, dal Sindaco a diversi consiglieri comunali, insieme a cittadini espressioni del tessuto sociale e culturale della città, si racconta all’Oratorio Sant’Angelo, e anche in diretta streaming sul canale CP Emmaus Rozzano, per discernere meglio il presente e provare a immaginare un futuro diverso e migliore. Perché la narrazione non è solo informazione ma soprattutto via per generare desideri di comunione e appartenenza a un destino comune e condiviso. A una comunità che ha bisogno della nostra partecipazione e responsabilità per diventare sempre più giusta ed inclusiva. Capace di curare degrado e disagio sociale. Consapevole che senza collaborazione e cooperazione non ci sarà mai una vera comunità. Come quella che, moderati e guidati dal nostro Don Luigi, si sta cercando di raccontare.

Racconto iniziato con l”invito di Don Roberto di fare tutti un passo indietro dai propri giusti interessi a favore di un impegno a servizio della città. Uniti da valori da tutti desiderati: la pace e il bene comune. Valori di tutti e di ciascuno. Non solo competenza di chi amministra, ma anche di tutti i cittadini. Un richiamo a lavorare insieme per affrontare le sfide di Rozzano: il lavoro, il problema abitativo e quello educativo. Perché non è possibile assistere indifferenti a tanti giovani sfiduciati e rassegnati. Non sostenuti da una rete educativa che deve essere in grado sempre di più non solo di educare ma di offrire orizzonti di speranza e fiducia.

E anche, come condiviso dal presidente del consiglio Comunale Rosa Di Vaia, orizzonti di partecipazione alla vita della comunità. Partecipazione di cui abbiamo bisogno per riempire quella noia che, sfruttata anche da potenti messaggi negativi, proposti da media e film discutibili, come Gomorra, crea dipendenze e apatia sociale. A cui la politica è chiamata a dare una risposta. Perché occuparsi di politica, come condiviso dal Sindaco, è una missione, una fede e una responsabilità al servizio della comunità. A favore di progetti, come la candidatura di Rozzano a capitale della cultura italiana 2028, che, al di la della classifica finale, è un’occasione per proporre la cultura come via di crescita e riqualificazione umana e sociale.

A Rozzano la narrazione crea relazioni e comunità
A Rozzano la narrazione crea relazioni e comunità

Perché il lavoro fatto per la candidatura di Rozzano non è stato un esercizio fine a se stesso ma un grande sforzo cittadino che la lasciato in eredità alla città un dossier di grande qualità sociale. Un patrimonio di progettualità a cui attingere per disegnare il futuro della nostra città. Anche perché alcuni partner e sponsor hanno assicurato il loro sostegno dal di là del risultato finale. Finisce quindi la possibilità di diventare capitale della cultura italiana, ma non svanisce il sogno di vivere la cultura come strumento per una maggiore prosperità

In tale occasione, il Sindaco non poteva non parlare del decreto Caivano Bis che porterà a breve alla demolizione del complesso di via Oleandri e a una spinta ancora maggiore al progetto di rifacimento del centro cittadino che ospiterà anche un scuola di formazione. Tutto questo, insieme ad altri progetti, come quello di rifacimento dell’Oratorio di Sant’Angelo, che dovranno terminare i lavori entro dicembre 2027.

Oratorio di Sant’Angelo che, oltre a subire opere di ristrutturazioni e risistemazione – progetto di circa 1,6 milioni di euro – potrà avere una palestra a disposizione per i nostri ragazzi e un luogo di dialogo interreligioso di riferimento per una città che ospita al suo interno una ricchezza, tesoro sociale ancora poco valorizzato, di diverse religioni ed etnie. Per così favorire la promozione di una cultura dell‘incontro e del confronto che aiuterà a maturare sguardi sempre più profondi ed umani. A collaborare insieme a costruire una Rozzano più giusta ed inclusiva. Capace di offrire ai nostri giovani non solo luoghi di socialità ma anche modelli relazionali basati sulla riconoscenza reciproca nella diversità di fedi ed opinioni.

Giovani al centro dell’intervento della giovane consigliera Camilla Peluso che ha vissuto lo spirito della politica, prima ancora di diventare consigliera del PD, nel suo impegno all’interno degli oratori, della comunità Pastorale e della consulta giovane. Perché la politica prima di essere esercitata all’interno di un partito è, come condiviso splendidamente da Camilla, un costante appello a costruire nel territorio relazioni più solidali e fraterne. Incontrando e ascoltando i cittadini sulle strade polverose delle periferie. Perché non possiamo affrontare il problema abitativo di Rozzano senza essere mai entrati in un appartamento comunale. E senza dare spazio ai nostri giovani di incontrarsi, coltivare amicizie e crescere nel senso comune di appartenenza ad una città che ha tanto bisogno delle loro idee e del loro entusiasmo.

A seguire l’intervento del consigliere Foglia molto polemico contro l’attuale amministrazione comunale. Accusata di aver sciupato l’occasione per una maggiore collaborazione con le forze dell’opposizione offerta dal decreto Caivano Bis e dalla candidatura a Rozzano capitale della cultura italiana 2028. Di avere rifiutato, anche in modo netto e categorico, le tante proposte avanzate dall’opposizione di lavorare insieme per il futuro della nostra città. Criticata anche perché incapace di governare. Perché amministrare non è governare, ma, aggiungo io, co-progettare che significa lavorare insieme, e co-programmare, ovvero decidere insieme le priorità su cui investire e lavorare.

Al di là delle polemiche che, comunque aiutano a guardare alla realtà da prospettive differenti e magari anche originali, non ci rimane che continuare a seguire il racconto della nostra città in diretta streaming sul canale canale CP Emmaus Rozzano. E sperare da questa narrazione condivisa di sentirci un po’ di più parte di una famiglia per cui vale la pena spendersi e mettersi a servizio.

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