Rozzano: non c’è cultura senza comunità

Via Biancospini Rozzano Via Biancospini Rozzano

Quando una comunità riesce a “radunarsi come un solo uomo” sulla piazza della sua città, come accadde in una stupenda e affascinante storia raccontata nella Bibbia nel libro di Neemia, non solo si curano e si fasciano le ferite più profonde di una società, ma si sperimenta “una gioia molto grande”. E il lamento di chi soffre viene ascoltato e trasformato in canto di speranza. Perché oltre ad individui siamo esseri in relazione e, come tali, abbiamo tutti – ed è nel nostro DNA -. il desiderio di essere ascoltati e riconosciuti. E quando ciò avviene, nulla è impossibile, e, planando nella nostra Rozzano, aggiudicarci il titolo di capitale della cultura Italiana 2028 può diventare, tra incredulità e scetticismo, una fantastica realtà.

Titolo che, vista la concorrenza di città del calibro di Catania e Forlì-Cesena, – che hanno entrambi avviati (a Catania è stato organizzato per giorno 23/07) “dei tavoli di partecipazione aperti a rappresentanti di associazioni, realtà del terzo settore, studenti, professionisti, altri operatori culturali e cittadini comuni” – può essere aggiudicato solo con l’entusiasmo e la passione di tutte le realtà sociali, economiche, civili e religiosi di Rozzano. Non solo con processi di co-progettazione, ma anche e soprattutto per mezzo di pratiche di co-programmazione, ovvero tramite vie partecipative di condivisione di priorità, visioni e direzioni. La co-programmazione imprime una visione, la co-progettazione la realizza.

Tutto questo ancora stenta a partire e decollare. Anche se, come riportato nell’albo pretorio comunale, è stato conferito l’incarico di costruzione di un “progetto di valorizzazione territoriale volto alla presentazione del dossier di candidatura per partecipare all’iniziativa” alla società ESCLUSIVA SRL al minimo di gara fissato a 40.983,60 euro (il documento dichiara la società in questione come idonea al passaggio successivo dell’incarico; in quest’altro invece trovate il conferimento ufficiale). Il passaggio forse è doveroso perché, farsi accompagnare e guidare in un processo di presentazione di un vasto progetto culturale, è sicuramente, per la preparazione e la stesura di tutta la relativa documentazione, utile e fondamentale. E anche se ricorrere a collaborazioni esterne è pratica diffusa e consolidata nelle società private, nel caso di un progetto comunitario come questo, almeno dal punto di vista metodologico, qualche perplessità solleva. E spesso il metodo, forse questo ne è il caso, è più importante del contenuto.

Nonostante infatti la richiesta di affidamento parli di “pianificare ed avviare gli incontri relazionali e di confronto e collaborazione con le realtà socio-culturali ed economico-commerciali di Rozzano”, non esplicita in modo chiaro i veri protagonisti di questo progetto, ovvero l’anima di Rozzano formata da tutte quelle realtà, che, nonostante gli spari sopra, si impegnano quotidianamente in servizi sociali, civili, sportivi, economici e religiosi a favore della città. Loro, e tutti i cittadini che ne vogliono far parte, hanno il diritto e la responsabilità di immaginare e costruire il futuro di Rozzano. Futuro che essendo bene comune appartiene a tutta la comunità. E così si sta facendo sia a Catania che a Forlì-Cesena.

Tale approccio, ben spiegato nell’articolo 3 della nostra costituzione, si chiama sussidiarietà e significa affrontare tematiche, di qualunque natura, dal punto di vista di chi, oltre a conoscerne meglio il contesto perché più vicino, ne sperimenta quotidianamente gioie e dolori. Questo non solo assicura risultati migliori ma, mettendo al centro la comunità, favorisce relazioni, senso di appartenenza e d’identità. E semina nella città il buon seme della fiducia e della reciprocità.

E da quel seme le chiese vuote magari si riempiranno, l’affluenza alle urne sicuramente crescerà, e Rozzano, anche se non sarà capitale della cultura italiana 2028, inebrierà la città, con le sue vie di fiori, di colori e buoni odori. E saremo tutti ubriachi, ma di felicità.

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