“Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20). Con questa frase Gesù non solo ci rassicura della sua presenza in mezzo a noi ogni volta che parliamo nel suo nome, che è comunione, condivisione, fraternità, e, spostando il discorso all’interno di una città, può essere pensato come bene comune di una collettività, ma ci condivide anche la sacralità e la dignità dell’incontro e delle relazioni umane. Da custodire, proteggere e valorizzare. Da tenere lontano da sguardi curiosi e indiscreti. Perché rischiano di scoraggiare non solo la libera manifestazione del pensiero, garantita dall’articolo 21 della nostra costituzione, ma, per possibile paura, anche la piena partecipazione alla vita sociale e politica di una comunità.
Per queste ragione, il progetto di potenziamento dell’impianto di videosorveglianza del valore di 2.200.000,00, inserito all’interno degli interventi del decreto Caivano Bis – intervento che “prevede l’Installazione di nr. 290 telecamere smart con modulo led, ognuna composta da 2 telecamere SUHD 8 Mpx, altoparlante e estensore wi-fi, compreso il quadro di comando e la relativa protezione magnetotermica” – portato avanti dall’assessore Domenico Anselmo, al fine di migliorare la sicurezza cittadina, anche sfruttando il potenziale effetto deterrenza ad azioni criminali, va valutato con attenzione e consapevolezza. Anche perché un progetto analogo del comune di Trento, che faceva uso di tecniche di intelligenza artificiale, potenzialmente utilizzabili in futuro nel nostro caso, è stato bloccato e sanzionato dal Garante della privacy per molteplici violazioni della normativa privacy e “per significativi rischi per i diritti e le libertà degli interessati“.
Perché qualunque sistema di raccolta di dati personali – immagini, movimenti, abitudini – deve dimostrare, non solo di essere resiliente ad eventuali attacchi informatici – per evitare quanto accaduto ad una società di Telecontrollo, https://telecontrol.it/, che nella sua home page, nonostante mettesse in evidenza “Per noi la sicurezza è centrale”, ha subito un data breach di circa 300GB di dati portando online video riservati – ma anche fornire un contesto giuridico in cui giustificare il trattamento dei dati personali. E dimostrare come si intende rispettare il GDPR – regolamento europeo generale sulla protezione dei dati – che contiene principi e norme a difesa dei dati personali e a garanzia delle libertà e dei diritti dei cittadini.
In tale direzione, nei casi di trattamento di dati con rischio elevato per i diritti dei cittadini, come descritto nel sito del garante della privacy, è obbligatorio inoltre svolgere una valutazione di impatto – Valutazione d’impatto della protezione dei dati (DPIA) – prima di dare inizio alla relativa raccolta. Nella quale evidenziare rischi per i cittadini, valutarne la necessità della finalità – nel nostro caso è migliorare la sicurezza cittadina – e definire misure tecniche adeguate a mitigarne tali rischi. Tutto questo anche per evitare potenziali abusi di potere, da chi ha accesso a tali informazioni, a danno della libertà di dissenso politico con il rischio, nei casi peggiori, di trasformare il sistema di videosorveglianza in uno strumento di controllo politico.
In questo contesto, non mancano naturalmente i relativi benefici in termine di sicurezza: deterrenza e riduzione di violenze e atti di criminalità; supporto a future ed eventuali indagini; migliore gestione del traffico e della sicurezza urbana. Senza tralasciare che una città più sicura favorisce sicuramente un maggiore senso di appartenenza e fiducia verso l’intera comunità.
Non resta che ascoltare il nostro assessore per scoprire maggiori dettagli nei prossimi incontri di quartiere, iniziativa lodevole di incontro e ascolto della cittadinanza a cui va dato il giusto merito, previsti nei prossimi giorni e per la precisione: lunedì 1° dicembre Oratorio Sant’Ambrogio in via XXV Aprile -Rozzano Vecchio; mercoledì 3 dicembre Oratorio Santissimi Chiara e Francesco in via Alfieri – Pontesesto; giovedì 4 dicembre APS “Sempreverdi” in via Monte Bianco 35 – Valleambrosia.