La vera pace non è solo assenza di guerra ma impegno tenace e ostinato da coltivare ed esercitare in relazioni quotidiane con gesti di perdono e fraternità. E se si “porge l’altra guancia” non è mai per viltà o codardia ma, e di coraggio ce ne vuole, per invocare, disarmati, verità e giustizia per gli ultimi e gli scartati. E se senza giustizia non ci sarà mai pace, senza pace non ci sarà mai cultura perché la cultura non è tale se incapace di custodire e di nutrire con cura e passione, non solo saperi, natura, usi e tradizioni, ma miserie e bellezze dell’animo umano.
In tutto questo, quando i gesti e le azioni risultano inefficaci, non ci resta che indignarci contro piani e proposte che, soprattutto se arrivano dalle nostre istituzioni, demoliscono, anziché promuovere, la cultura della pace. E così, coerenti alla nostra coscienza, esprimere a gran voce sconcerto per il piano “ReArm Europe”, che prevede un aumento della spesa militare di 800 miliardi di euro in quattro anni, e per il recente vertice Nato che impegna tutti gli Stati membri – ad eccezione della Spagna – ad un aumento di spese militari dal 2% fino al 5% del PIL. Perché questa Europa, oltre a non essere quella sognata e realizzata dai nostri padri fondatori – Schuman, Adenauer, De Gasperi, Monnet, e Spinelli – non ha bisogno di armarsi, ma di amarsi, come urlato e gridato da ampi strati della popolazione che richiedono, non armi, ma più giustizia sociale e ambientale.
In questa direzione, una amministrazione comunale ha la possibilità di manifestare la sua indignazione e il suo sconcerto aderendo ad una iniziativa, promossa dalla campagna europea “Stop Rearm Europe”, di mobilitazione dal basso contro i piani di riarmo che prevede di sottoporre a Comuni ed Enti Locali l’approvazione di una delibera che impegna il Sindaco, come specificato in questo documento già curato e preparato per facilitarne l’adozione, – https://stoprearmitalia.it/wp-content/uploads/2025/07/ODG_per_Consiglio_Comunale.pdf – alle seguenti azioni (riportati così come proposti):
- a convocare una seduta di Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza per informare del presente ordine del giorno e per discutere iniziative che promuovano la cultura del disarmo, della pace e del dialogo fra i popoli da realizzare nel territorio.
- a trasmettere il seguente documento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Comitato
Europeo delle Regioni e all’Anci.
E così, anche a vantaggio della candidatura a città della cultura italiana 2028, Rozzano sarebbe, come già detto in altri contesti, una città speciale, non solo per la sua delicata e precaria bellezza, ma perché capace, in un mondo di guerra e violenza, di intonare fino al cielo un canto di pace e speranza. Il Magnificat di Rozzano.