Rozzano: il nuovo centro cittadino tra ritardi e degrado

Rozzano: il nuovo centro cittadino tra ritardi e degrado Rozzano: il nuovo centro cittadino tra ritardi e degrado

“O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate; venite, comprate, senza denaro, senza pagare, vino e latte” (Is 55,1). E’ una stupenda profezia biblica di una economia più giusta e fraterna che per Rozzano, anche se non in quelle dimensioni, potrebbe diventare, nel suo nuovo centro cittadino, in parte realtà. Perché il nuovo centro cittadino di Rozzano non è solo un’opera di ricostruzione urbana ed edilizia, ma anche e soprattutto un progetto di rigenerazione sociale e culturale. Un luogo dove, favoriti da un contesto moderno e funzionale che ospiterà dodici esercizi di vicinato, sarà possibile sperimentare non solo rapporti commerciali di prossimità ma anche custodire e coltivare relazioni sociali e di amicizia. Più di un semplice progetto. Un simbolo di un futuro più buono ed inclusivo per tutta la città.

Tutto questo però è ancora sulla carta. Perché ad oggi, nonostante l’ultima comunicazione ufficiale dell’attuale amministrazione risalente ad un anno fa e a più di due anni dalla posa della prima pietra, i lavori avanzano lentamente. In un cantiere dove, oltre a mancare il cartello del cantiere, almeno io oggi pomeriggio non l’ho trovato, – obbligatorio per legge in base al testo unico D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) – si sta generando, nella parte tra i negozi di via mimose e l’inizio del cantiere, tra immondizia e tanti topi, non rinascita ma solo degrado urbano e sociale.

Spazzatura e topo nel cantiere del Nuovo Centro cittadino di Rozzano:
Spazzatura e topi nel cantiere del nuovo centro cittadino di Rozzano.

Un progetto di rigenerazione urbana che sta costando alla città di Rozzano, anche con fondi del PNRR, come espresso in questa nota di regolarità tecnica comunale, un totale di 4.300.460,80. Coperti in parte dal Comune anche da un mutuo per co-finanziamento di € 2.500.000,00. A cui si aggiungono altri 4.600.000,00 ottenuti dal decreto caivano-bis. Distribuiti in questo modo: 3.500.000,00 per il centro cittadino più 1.100.000,00 per l’acquisto sanguinoso dell’edificio commerciale ormai in disuso sito in via OIeandri. Fondi avvolti nel mistero che potrebbero essere anche utilizzati per un polo universitario e di ricerca, nonché di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM). Iniziativa proposta e condivisa dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, in una visita istituzionale proprio a Rozzano.

Rozzano: complesso commerciale di via Oleandri. Circa 600 mq da demolire.
Rozzano: complesso commerciale di via Oleandri. Circa 600 mq da demolire. Venduto dall’AMA al Comune alla modica cifra di un milione di euro circa.

In questo scenario, visto anche l’affermazione del Sindaco riguardo “all’avanzamento del cantiere che rappresenta una tappa fondamentale del nostro impegno per una città più moderna“, che ormai risale a circa un anno fa, è doveroso da parte dei cittadini conoscere il vero motivo di questo ritardo che paradossalmente anziché riqualificare il quartiere Aler ne sta solo peggiorando la situazione.

Bisogna così informare i cittadini perché il centro cittadino oltre a essere un luogo di socialità è anche un bene comune. Fragile e vulnerabile come tutti i beni umani e relazionali. Come la fiducia, riposta dalla comunità verso la giunta comunale, che richiede continua cura e attenzione. Impegno e responsabilità. Per generare così un circolo virtuoso di reciprocità politica e civile che favorisce la partecipazione attiva dei cittadini alla vita sociale della comunità. E la possibilità magari di sognare insieme un futuro più buono e migliore per la nostra Rozzano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *