Quartiere Aler Rozzano: quando le aree verdi non generano socialità

Bambini - fotografati in lontananza per tutelarne l'immagine - che giocano in via dei Biancospini in una area verde non attrezzata Bambini - fotografati in lontananza per tutelarne l'immagine - che giocano in via dei Biancospini in una area verde non attrezzata

Nel Vangelo Gesù invita spesso i bambini a venire a lui (Mc 10,14). Forse perché i piccoli, per la loro sincerità e fragilità, sono molto capaci di fidarsi dei grandi. A differenza di quest’ultimi che, incapaci di fidarsi gli uni degli altri, continuano a perdere fiducia, ossia fede, anche nell’Altro. E così, non credendo più nella gratuità, faticano a costruire luoghi dove educare ed educarsi alla reciprocità. Come purtroppo sperimentato oggi tra le vie del quartiere Aler di Rozzano che, pur avendo tante zone verdi ed alberate, – via Dei Glicini, via dei Pini, via Biancospini, via delle Azalee, via delle Tuberose, Via Fiordalisi, via delle Peonie, etc. – ha una grave carenza. i pochi esistenti (via delle Magnolie per esempio) sono troppo poco, di spazi pubblici attrezzati per tutte le età. Tante aree verdi presenti ma con solo prato ed alberi utili per l’ambiente ma inutili per la costruzione di legami sociali. E non ospitando panchine, strutture sportive e parchi giochi per bambini, rischiano di trasformarsi, specie quando il verde non è curato, in degrado anziché in opportunità di sviluppo sociale e civile. Ostacolando anche la creazione di quel senso di appartenenza alla base di ogni buona comunità.

Così quei bambini incontrati oggi mentre giocavano in via dei Biancospini, vicino ad una casetta di trasformazione elettrica anziché in un luogo protetto ed accogliente, diventano anche un simbolo della scarsa cura e attenzione politica verso un quartiere ferito e in forte difficoltà. Un’area popolare che può riqualificarsi non solo con grandi progetti – come quelli del Caivano Bis di cui tutti siamo in attesa – ma anche e soprattutto con piccole iniziative di rigenerazione urbana e sociale. Capaci di prendersi cura di un quartiere bene comune di tutta la città che può essere rigenerato anche tramite una rete capillare di giardini attrezzati, sfruttando le diverse aree verdi presenti nel territorio, collegati, per favorirne la viabilità, da piste ciclopedonali. Dando così una risposta, sostenibile economicamente, al desiderio di socialità dell’intera comunità. Un valido tentativo per provare a rammendare un tessuto sociale degradato e sfilacciato.

Area verde tra via Dei Pini e Via Garofani senza nessuna area attrezzata che favorisca la socialità
Area verde tra via Dei Pini e Via Garofani senza nessuna area attrezzata che favorisca la socialità

Perché gli spazi pubblici attrezzati sono un ottimo strumento di coesione sociale. Un vero e proprio capitale sociale, sperimentato già in altri diversi contesti popolari (https://sisef.org/2026/04/23/aree-verdi-come-capitale-sociale/), capace di favorire relazioni e rinsaldare legami intergenerazionali, alleviando la solitudine degli anziani e offrendo ai giovani punti di ritrovo sani e gratuiti. E, favorendo lo sport all’aria aperta a bambini, ragazzi e adulti (basti pensare all’attrattività di palestre all’aperto), gli spazi verdi urbani possono anche diventare un presidio comunitario e di deterrenza contro malviventi e delinquenti. Un modello educativo trasmesso dall’esempio di chi si ritrova, osservato dagli altri, a praticare uno sport.

In tale contesto, ogni parco diventa una vera e proprio sentinella del territorio, come Isaia al suo posto di vedetta (Is 21, 8), in ascolto della gente. Una presenza forse più efficace nel contrastare l’insicurezza e migliorare il benessere cittadino rispetto al progetto di potenziamento dell’impianto di videosorveglianza costato alla città 2.200.000,00 euro. Perché, a differenza del sistema del grande fratello cittadino, una rete di giardini attrezzati ha occhi non per spiare ma per curare. E anche per dare una risposta a chi magari chiederà: Sentinella, quanto resta della notte a Rozzano (Is 21,11). E l’alba forse sarà così più vicina.

One thought on “Quartiere Aler Rozzano: quando le aree verdi non generano socialità”

  1. Si va bene giochi per bambini per favorire relazioni e panchine per adulti peccato che esiste sempre il problema dei maranza che nelle ore notturne distruggono sarebbe meraviglioso se non succede ma ho dei dubbi Saluti

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