Se un giorno il mondo diventerà un luogo più giusto e fraterno, la salvezza non arriverà dalle chiese, sinagoghe o moschee, ma dalle piazze delle nostre città. Perché solo attraverso il dialogo e l’incontro che avvengono al loro interno, anche e soprattutto tra fedi differenti, l’uomo potrà capire di essere tutti figli dello stesso Dio chiamati a vivere non da nemici ma da fratelli. E uniti nella diversità, in mezzo alla piazza delle città e stupiti di essere guariti da un albero della vita (Ap 22,2) attorno al quale non ci sarà nessuna religione e fede ma solo cuori che si amano, scoprire la bellezza della pace e della fraternità.
Tutto questo sarà grazia e benedizione anche per la nostra città di Rozzano che nei suoi luoghi di socialità per eccellenza, la Cascina grande e i suoi Oratori, prova quotidianamente a tessere relazioni di sincera umanità. E a sfiorare l’infinito condensando diversi eventi culturali anche nello stesso pomeriggio. Come è accaduto questo sabato pomeriggio dove si sono vissuti tre momenti di importante spessore culturale: l’appuntamento musicale e culturale organizzato dal Centro Studi Respighiani “Potito Pedarra”; la presentazione del libro l’insostenibile bellezza di Milano con l’autore Massimo Beltrame; la testimonianza di Don Alberto Ravagnani dal tema Narrarsi al tempo dei social.
L’appuntamento musicale, organizzato dal Centro Studi Respighiani “Potito Pedarra” fondato su iniziativa di Floriana Pedarra “allo scopo di tutelare, valorizzare e promuovere la preziosa ricerca di Potito Pedarra” – in occasione della ricorrenza dei 90 e 30 anni dalla scomparsa di Ottorino ed Elsa Respighi, figure centrali della musica italiana del Novecento – ha onorato il genio dei due artisti attraverso un viaggio musicale tra alcune delle loro liriche e composizioni eseguite da musicisti di rilievo: Il Duo Tracce di Milano, la pianista Giovanna Gatto e uno splendido quartetto del Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Evento musicale, con il patrocinio del Comune, voluto fortemente da Floriana che porta avanti il sogno di suo papà Potito Pedarra, a 80 anni dalla sua nascita, di tutelare e custodire il patrimonio musicale di Ottorino Respighi che si distinse per una trilogia sinfonica su Roma costituita da tre grandi poemi. Tra questi, Feste romane, dedica uno dei suoi quattro movimenti al Giubileo vissuto proprio quest’anno dalla Chiesa e dedicato alla “Speranza che non delude“. Giubileo vissuto dalla comunità di Rozzano anche tramite un pellegrinaggio molto partecipato al Duomo di Milano. E in virtù di questo legame, sarebbe bello organizzare in una delle nostre parrocchie, in occasione delle fine del Giubileo prevista per fine dicembre, la sonata Giubilare di Respighi.
Tra una nota e l’altra, chi era presente in Cascina Grande, poteva, come fatto personalmente, gustarsi un assaggio del libro l’insostenibile bellezza di Milano direttamente dal suo autore Massimo Beltrame. Romanzo ambientato in una Milano in continua e vertiginosa crescita e ormai diventata metropoli europea – aggiungo, lasciando indietro ed espellendo ceto medio e basso – sullo sfondo di storiche istituzioni milanesi: Brera, la Scala, il Conservatorio, la Pinacoteca Ambrosiana. Una Milano, come condiviso dall’autore, che ama sempre guardare al futuro rompendo spesso, come ha fatto tante volte nel suo passato, tradizioni e abitudine consolidate. Una Milano, aggiungo sempre io, che non può dimenticare la sua vocazione sociale e caritatevole vicino e a fianco dei più fragili. Perché senza cura e solidarietà, e senza partecipazione sociale al futuro della città, che è bene comune e non di proprietà del Sindaco e dei suoi assessori, una comunità rischia di morire.
E dopo aver salutato questi due grandi eventi culturali e dopo aver assistito in oratorio di Sant’Ambrogio a una partita di una squadra dell’associazione sportiva USSA, c’è tempo anche per ascoltare sempre presso l’oratorio di Sant’Ambrogio una testimonianza di Don Alberto Ravagnani, ormai popolare nei social, con circa 300 mila followers su Instagram. Un prete che diventa popolare, quasi per caso, dopo aver pubblicato, durante il periodo del lockdown covid, dei video su YouTube diventati subito virali. Da lì capisce che i social, oltre ad essere un luogo pericoloso e insidioso per molti adolescenti, può diventare una grande opportunità per portare il Vangelo tra i ragazzi.

E anche se non condivido questa visione ottimistica dei social – che tante responsabilità hanno e continuano ad avere nel contribuire a formare coscienze piegate su se stesse e chiuse al dialogo e al confronto con gli altri, non per caso ma perché voluto e progettato dai loro super ricchi proprietari – va comunque apprezzato l’impegno e la presenza, da parte di Don Alberto, a portare sguardi fraterni ed umani a ragazzi ormai fuori da Oratori e centri socioeducativi, ma presenti all’interno di questi luoghi non reali – ricordiamocelo sempre – ma virtuali.
Gratitudine rivolta anche verso Rozzano. Città dalle mille contraddizioni, capace di illuminare, con bagliori di speranza in un futuro diverso e migliore, le sue tante ferite e disagi sociali. Città non da denigrare e stigmatizzare, ma da curare ed abbracciare. Anche con la cultura che, forse, può diventare la migliore medicina per guarire dalle sue tante malattie.
Perché senza cultura, e senza le relazioni da essa generate, non ci può mai essere una sana e sostenibile comunità.